Una Roma senza gioco ne anima, per lunghi tratti imbarazzante alla quale non può bastare l’alibi delle assenze. Il problema è ben più ampio, coinvolge la testa e la soluzione al momento appare lontana anni luce. La squadra di Garcia non sa cosa fare con il pallone e conferma quell’involuzione della quale i quattro pareggi consecutivi erano già sintomo evidente.
PRIMO TEMPO AL CLOROFORMIO – Campo pesantissimo, voglia di correre poca: sembra. Da entrambe le parti, per un primo tempo che deve aspettare quasi mezz’ora per regalare il primo tiro in porta della serata. Lo firma Nainggolan complice una deviazione di Cole (altrimenti sarebbe finita fuori) ma Tatarusanu è pronto. Il resto è poca roba con le due squadre più attente a non prendere che a darle. Per la Roma finire la prima frazione di gioco senza incassare un gol è comunque una notizia: va un po’ meglio ma la differenza rispetto al disastro delle ultime uscite è appena percettibile. Tante la assenze, ma niente alibi: per nessuno.
RIPRESA ANCHE PEGGIO – Garcia si era lamentato perché la sua squadra nelle ultime uscite regalava la prima parte di gara agli avversari. Strano che proprio lui, l’autore del mezzo miracolo della scorsa stagione, non si fosse accorto della gravità del problema. Così, per una volta, la Roma «tiene» un tempo ma si fa infilare nella ripresa: complice l’ennesima serata no dei due centrali difensivi. Il gol dell’1-0 lo firma Gomez ma c’è lo zampino di Manolas. Male il greco, peggio Astori, per non parlare di Maicon che ormai da contratto gioca cinquanta minuti: non uno di più. E stavolta male anche davanti con Totti lontano anni luce da quello migliore: anche lui nel nulla che si ritrova attorno fatica. Insomma un disastro collettivo che risparmia la caparbietà di Keita e la voglia di Nainggolan senza il quale forse questa sconfitta sarebbe arrivata molto prima.Il 2-0 finale firmato ancora Gomez certifica il disastro e innesca la contestazione della Sud che chiama sotto la curva la squadra e chiede ai giallorossi di tirar fuori gli attributi. Ora sarà dura ripartire in campionato e forse è il caso di iniziare a guardarsi le spalle: perché così non si va da nessuna parte.
Il Tempo – T. Carmellini
