Gli stessi geologi che hanno condotto la prima campagna di scavi, scrivono che «saranno realizzate delle campagne d’indagini geognostiche e sismiche puntuali, specifiche per gli interventi previsti nelle Aree Esterne (all’area di Eurnova), al fine di investigare in dettaglio il sottosuolo» e, aggiungono: «in base ai risultati della campagna» di sondaggi emerge una divisione in «due diversi» tipi di terreno, quello «fluviale» e quello «spondale» ma che l’analisi completa di questi ambiti si potrà «definire specificamente solo al completamento delle prossime fasi di indagine». Inoltre, aggiungono, «nelle fasi successive dovrà necessariamente esserci una ulteriore ed approfondita relazione tra le specifiche degli edifici e delle strutture in corso di sviluppo di progetto e gli approfondimenti di dettaglio della campagna indagine. Tra le attività che si ritengono necessarie da essere effettuate nell’immediato futuro sviluppo progettuale, sono le prove di carico».
Nella relazione geotecnica preliminare, poi, si legge: «I “valori” dovranno essere verificati ed eventualmente modificati dal progettista delle opere. Infatti, è solo all’atto della progettazione, in particolare all’atto dell’esecuzione dei calcoli di progetto o verifica, che si potrà anche tenere conto del particolare “stato limite” in esame, come previsto nella normativa vigente». Insomma, in sostanza e traducendo in un linguaggio meno tecnico: mancano ancora dei sondaggi, nelle aree esterne alla proprietà di Parnasi, e quelli fatti devono ancora essere implementati, soprattutto nelle aree dove sorgeranno gli edifici più alti.
