Gazzetta dello Sport (F. Licari) – Niente Mourinho per la Roma, niente Immobile per la Lazio. Sarebbe stato affascinante confrontarsi col passato, ma il rischio di contrindicazioni spiacevoli suggeriva altri confronti: alcuni rapporti d’amore si sono esauriti all’improvviso. Avremo tempo per sfide così emozionali.
Il resto della nuova Europa League non è però rassicurante per le due romane, almeno non per le rivali “difficili”. De Rossi trova nell’urna Tottenham, Eintracht e Athletic Bilbao (che punta alla finale in casa). Due le sfide in comune: Dinamo Kiev e Braga. Un cammino tutto da capire verso gli ottavi, con il rischio di incrociare prima i playoff di febbraio. Queste, d’altra parte, sono le nuove coppe, sembrano bellissime ma oggi sono il regno dell’incertezza. Pretendere al 30 agosto di valutare un cammino che si concluderà a fine gennaio è impossibile. Quando ci abitueremo alla formula sarà più facile leggere il futuro. Per i giallorossi, la buona notizia è l’Athletic in casa e non al San Mamés, quella cattiva la trasferta sul campo del Tottenham.
L’Europa League debutta il 25-26 settembre, altra settimana in esclusiva. Il resto è in fotocopia con il torneo più prestigioso. E quindi: 36 squadre, gruppo unico, otto partite con otto squadre diverse (quattro in casa e quattro fuori), classifica unica. Le prime otto agli ottavi. Quelle dal 9° al 24° spareggiano per qualificare le altre otto, possibili anche i derby. Dal 25° posto in giù si torna a casa. Si va fino alla finale con un tabellone tennistico, meglio finisci in classifica più alta è la tua testa di serie.