Una partita andata male non cambia nulla. Credo sempre in voi. Ripartiamo. Più o meno è questo il senso del discorso che Luis Enrique ha fatto ieri alla squadra, prima della ripresa degli allenamenti. Non una sfuriata, né tantomeno una predica o accuse di scarso impegno rivolte ai giocatori, che peraltro erano ancora molto giù di morale dopo i tre gol subiti a Torino. Un colpo duro per una squadra che sicuramente non è stata all’altezza delle ultime prestazioni ma che però non si aspettava di essere ancora così indietro come ha dimostrato il campo rispetto alla prima della classe. Che poi il morale sia basso ci sta, nessuno, tantomeno Luis Enrique, si aspettava di trovare facce allegre e sorridenti alla ripresa del lavoro. E così il suo discorso è stato soprattutto di incoraggiamento. L’allenatore, pur non gradendo il fatto che molti giocatori abbiano fatto tardi due sere fa a cena, ha fatto alla squadra un discorso di gioco, dicendo ai ragazzi di aver apprezzato la volontà di proporre sempre il proprio gioco, fino alla fine, nonostante le cose stessero andando molto male.
Certo, non saranno bastate le parole del tecnico per risollevare il morale immediatamente, anche perché tutti in casa Roma tenevano molto alla Coppa Italia, cioè a quella che era l’ultima possibilità rimasta di concludere la stagione con un trofeo in bacheca dopo l’eliminazione dall’Europa League. L’appuntamento con eventuali trofei è rimandato, ma anche questo non può essere considerato un dramma. La Roma sta costruendo la squadra dei prossimi anni, quella che un giorno potrà puntare decisamente a vincere qualcosa d’importante. Il tecnico la sta costruendo giorno dopo giorno, partita dopo partita ed è fatale che anche qualche sconfitta faccia parte di un naturale percorso di crescita. Proprio per questo una partita andata male non può cambiare nulla. Come ha detto Luis Enrique ieri a tutta la squadra.
Il Romanista – Bartolo De Vecchi