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Sabatini: “Tra Ranieri e Gasperini rapporto finito. Dispiace per Massara”

Sabatini: “Tra Ranieri e Gasperini rapporto finito. Dispiace per Massara”

Sabatini analizza lo scontro in casa Roma: l’ex dirigente giallorosso critica Gasperini.

Рer uno come Walter Sabatini, che ha letto (e non solo) Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, esplorare la complessità umana delle ultime vicende della Roma non è poi così difficile: “Il problema è che la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

Sabatini: “Equilibrio rotto in modo irreversibile”

E cosa ci racconta questo scontro Ranieri-Gasperini? “È una vicenda così grottesca che non vorrei aggiungere confusione a confusione. Una mia idea ce l’ho, ma non vorrei che diventasse una rissa di opinioni che non farebbe il bene della Roma”.

Come potranno lavorare i due ancora insieme? “L’equilibrio è stato rotto in modo irreversibile. Da entrambi. Penso che Ranieri non possa accettare questo tipo di convivenza: o lui prende una decisione che lo riguarda, come quella di andarsene, o la prenderanno i Friedkin nei confronti dell’uno o dell’altro. Il terzo incomodo è Massara, va trattato con rispetto. Gasperini è un ottimo allenatore, però sul piano della comunicazione ha fatto cose pessime. Ha attaccato il ds in maniera inconcepibile e condotto il gruppo in modo personale, bocciando giocatori con scelte e parole”.

Cosa si aspetta dai Friedkin? “Nulla. Ma la Roma ha bisogno di competenze e chiarezza. Dispiace che da tutto questo Massara ne esca frantumato sul piano dialettico. È un uomo onesto, che ha preferito subire pur di proteggere la società”.

Si aspettava la replica a Gasperini da parte di Ranieri? “Era esasperato per le uscite del tecnico, ha ritenuto di dover fare delle puntualizzazioni, in ogni caso non offensive. Non credo abbia mai vissuto una situazione così torbida. Forse avrebbe potuto aspettare qualche tempo, ma posso capirlo”.

Pure lei ebbe difformità di vedute con Baldini, nominato consulente nell’era Pallotta. “Le risolvemmo facilmente perché me ne andai, ma non contro Baldini, bensì contro l’idea di avere un consulente. Fu doloroso”.

Quanti dualismi a Roma: Totti-Spalletti, Mourinho-Pinto, De Rossi-Souloukou. Come se ne esce? “Adeguando i comportamenti all’etica necessaria. Roma deflagra per inezie che appaiono tempeste quando in realtà sono piovaschi”.

Che meriti riconosce a Gasp? “Carriera brillantissima. Non lo discuto, ma rilevo comportamenti che io non avrei mai accettato. Non ritengo giusto che chi rischia in panchina ponga poi anche condizioni per rilanciare il proprio progetto tecnico. In Italia l’allenatore fa l’allenatore, non è un manager all’inglese. Non credo neppure che lui abbia fatto tutte queste richieste che sono state riferite, forse qualcuno vicino a lui ha ispirato questa narrazione”.

Quante chance ha ancora la Roma in chiave Champions? “Deve vincerle tutte e può farcela, con un po’ di fortuna potrebbe arrivare un risultato eclatante”.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (Alessio D’Urso)

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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