Wesley si conferma giocatore fondamentale per la Roma e grande acquisto estivo. Già cinque reti in giallorosso per lui.
La Repubblica (M.Juric) – Era arrivato tra lo scetticismo dei tifosi. Venticinque milioni di euro per uno sconosciuto. Per di più brasiliano. Un giocatore pescato nella patria del calcio, certo. Ma pur sempre da un campionato che alla Roma ha regalato tanti campioni (Falcao, Aldair, Cafu) che formidabili bidoni (Renato, Andrade, Fabio Junior). Wesley fa ufficialmente parte della prima categoria. La conferma, l’ennesima di questa stagione, è arrivata ieri sera sotto i riflettori dell’Olimpico.
Contropiede romanista, palla che scivola da destra a sinistra con i difensori della Fiorentina in cronico ritardo e tiro a giro sul secondo palo del nazionale verdeoro. Secondo gol e partita chiusa al minuto diciassette. Non male, specie per chi all’inizio del campionato veniva presentato come un potenziale talento, ma con lacune tecniche ancora da colmare.Ci ha pensato Gasperini. Emergenza e buona sorte. Quando il tecnico si è trovato senza alternative a sinistra — Angelino ai box, Tsimikas mai convincente — ha chiesto al ventiduenne Wesley di reinventarsi. Addio alla fascia destra arata per quattro anni al
Flamengo, cambio di lato e di prospettive. Il piede preferito che diventa improvvisamente un’arma impropria.
Nato per crossare, si fa più affilato. Capace di pungere una, due, cinque volte in serie A. Con nemmeno una stagione all’attivo in Italia, il brasiliano ha già superato i connazionali Cafu e Maicon in termini di reti. Cinque gol contro i quattro a testa collezionati dai predecessori negli anni romanisti. Meglio di lui fece solo Amantino Mancini con otto gol in campionato alla prima stagione. Altro dna, un attaccante mascherato da esterno Wesley, invece, va a tutta fa scia. E va forte. Attacca e rincorre, da area a area. Formato Champions.
Tanto che c’è chi pensa che, se l’Europa dei big non sarà affare giallorosso a fine stagione, saranno le big d’Europa a farsi avanti per il brasiliano. Tanto più che ci sarà un Mondiale per mettersi in mostra, per far lievitare ancora il valore di un cartellino che nel frattempo ha già raddoppiato il suo peso. Con il Manchester City che già guarda dalle parti di Trigoria.
Si vedrà, perché ora la classifica per Gasp si fa interessante. La Juventus quarta è a un punto, il Milan terzo a tre. Bene, benissimo. Se non fosse per gli scontri diretti. Quando mancano tre partite alla fine del campionato, il sorpasso è possibile. Ma l’aggancio non è un’opzione: in caso di conclusione a pari punti, a restare a bocca asciutta saranno sempre i giallorossi, incapaci di graffiare nei grandi match. Un peccato, almeno a guardare la Roma degli ultimi 180 minuti. A Bologna una partita dominata da un grande Malen. E due gol.
Ieri, contro la Fiorentina, una prova di intensità gasperiniana. Gol — stavolta quattro — e ripartenze, soprattutto grazie ai rientri. Perché oltre alla certezza Wesley, ieri si sono rivisti i muscoli di Koné a centrocampo e un Soulé solo in apparenza sottotono. Cercato, ricercato, un punto di riferimento tecnico per i compagni. A volte ritornano. Anche Dybala. Per puntare alla Champions.