
Corriere della Sera (G.Piacentini) – Il quartier generale della Roma si è spostato di qualche migliaio di chilometri rispetto alla sede di Trigoria. Oggi infatti il presidente Pallotta riceverà negli uffici della Raptor di Londra lo stato maggiore giallorosso: la parte italiana – il d.g. Baldissoni, il d.s. Sabatini – e quella americana, composta dal Ceo Italo Zanzi, da Alex Zecca, e dal responsabile del progetto stadio, Mark Pannes.
Nonostante le rassicurazioni, infatti, la posizione di Garcia, che ha un contratto a 2.5 milioni netti a stagione fino al 2018, non è più così solida. In attesa di «misurare» l’arrabbiatura di Pallotta, che non ha gradito molti passaggi della conferenza pre-Palermo, la dirigenza si è mossa per non farsi trovare, eventualmente, impreparata.
Sondaggi ci sono stati con molti tecnici: da Conte(«Resterà in Nazionale fino al termine del contratto» ha dichiarato Oriali, team manager azzurro) a Montella, passando per Unai Emery, che però sta valutando un’offerta da 3,5 milioni a stagione del Napoli che la Roma non può pareggiare.
Ma la vera suggestione ha il nome di Maurizio Sarri: Sabatini ne ha parlato a lungo con l’agente valutandone pro (grande preparazione tattica e capacità di valorizzare i giovani) e i contro (totale inesperienza in società di prima fascia e nessuna abitudine ad allenare campioni). Un’idea simile, il d.s., l’aveva avuta con Stefano Pioli, prima di cedere alla piazza e virare su Zeman.