
VERSO LA DECIMA – Le due sfide di febbraio e marzo saranno la nona e la decima tra le due formazioni in Champions League: tre volte si sono affrontate durante i gironi, una agli ottavi, di gol ce ne sono sempre stati tanti (24, di cui solo 9 della Roma), di storie da raccontare anche. Qualcuna pure legata alle amichevoli delle ultime due estati: due vittorie giallorosse, a Dallas nel 2014 un 1-0 firmato da Totti e a Melbourne cinque mesi fa con De Sanctis protagonista ai rigori. In Champions invece, dopo il primo incrocio del 2001-2002, e quello della stagione successiva, le due squadre si incontrarono in quella che è stata la peggior annata recente della storia giallorossa.
DA SELLA A DELNERI – Era il 2004-2005, la Roma si presentò a Madrid guidata da Ezio Sella, andò avanti 2-0 con le reti di De Rossi e Cassano, giocò mezzora di calcio spettacolare, poi crollò inesorabilmente sotto i colpi dei maestri spagnoli, che ribaltarono la situazione con Raul, doppietta, Figo e Roberto Carlos. Le cose non andarono meglio al ritorno: era l’8 dicembre, sotto l’albero la Roma trovò soltanto i 3 gol del Real realizzati da Figo (2) e Ronaldo, il brasiliano. La partita fu surreale, giocata a porte chiuse perché la Roma doveva scontare la squalifica dell’Olimpico dopo che, alla prima giornata contro la Dinamo Kiev, una monetina aveva colpito e ferito l’arbitro svedese Frisk.
IL SOGNO – Da quel momento Roma e Real non si sono più incontrate in partite ufficiali fino al «magico ottavo» (cit. Alberto Aquilani) del 2008. Quella era la Roma degli schiaffi in testa, delle coppe vinte e degli scudetti sfiorati, delle cene fuori quasi ogni settimana. L’empatia con il pubblico era totale, a questa il compito di riprovarci. In fondo, in tre mesi, «tutto può succedere». Lo disse Francesco Totti, nel 2007. E la storia gli ha dato ragione.