La Roma ha bisogno di plusvalenze entro il 30 giugno, ma a Trigoria hanno scelto i tre punti fermi per costruire il futuro. Malen, Svilar e Wesley difficilmente partiranno.
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – La Champions League da inseguire fino in fondo e la prossima stagione da costruire e programmare, mettendo subito le basi più opportune. Se ci sono dei denominatori comuni tra questi due aspetti che caratterizzano la Roma di oggi e di domani quelli sono legati in particolare a tre giocatori: Mile Svilar, Wesley e Donyell Malen.
Perché sono i tre assi su cui Gian Piero Gasperini punterà un po’ tutto per vincere le quattro partite che mancano da qui alla fine del campionato e perché sono anche i tre pilastri su cui vuole far nascere la Roma della prossima stagione. Delle certezze oggi, ma anche domani. A meno, ovviamente, di clamorosi colpi di scena che poi – nella situazione attuale del club giallorosso – vorrebbe sostanzialmente dire offerte indecenti, di quelle impossibili da rifiutare.Che Svilar, Wesley e Malen siano tra punti fermi della Roma attuale lo dimostra il campo. Per il rendimento, per i numeri e per la fiducia che Gasp ha sempre riposto nei tre. Che poi, paradossalmente, quello che strada facendo ha perso qualche colpo rispetto alle aspettative è proprio Svilar, che aveva abituato tutti a fare miracoli su miracoli e che invece in questa stagione qualche incertezza l’ha vissuta.
Ma forse Roma si era abituata troppo bene, lo scorso anno a tratti è sembrato quasi un extraterrestre. A prescindere da questo Mile resta una certezza anche per il prossimo anno, seppur il fatto che sia arrivato a parametro zero lo renda “appetitoso” dal punto di vista delle plusvalenze. Ma la Roma conta di poter sistemare i conti in altro modo (magari con le cessioni di Ndicka e Koné, ma se dovessero arrivare offerte importanti potrebbe essere sacrificato anche uno tra Pisilli o Soulé).
Quanto invece sia importante Wesley per Gasperini lo dimostra anche il recente scontro con lo staff medico e con Claudio Ranieri prima di Roma-Atalanta. Gasp lo avrebbe fatto giocare e ha vissuto quel no dello staff medio quasi come un affronto. «Wesley ha avuto un mezzo infortunio», ha detto il tecnico a Bologna, ad esempio, dopo la vittoria per 2-0 in casa dei felsinei. Pagato 25 milioni più 5 di bonus, oggi il brasiliano vale almeno il doppio. E anche più degli altri due, Svilar e Malen, non fosse altro perché è molto più giovane di entrambi (22 anni lui, 26 il portiere belga e 27 la punta olandese).
Gasp lo ha messo tra gli incedibili e infatti Wesley difficilmente si muoverà per tre motivi basilari: 1) la sua importanza tattica nello scacchiere di Gasperini; 2) il fatto di essere stato pagato comunque una cifra importante, il che dopo un solo anno non permetterebbe di realizzare una plusvalenza “folle”; 3) il Mondiale alle porte, che può essere una vetrina talmente importante da poter far crescere ancora di più il suo valore (considerando tra l’altro anche che il Brasile può arrivare fino in fondo).
E poi c’è il gioiello, Donyell Malen, che di fatto sarà anche il primo acquisto della Roma della prossima stagione. Malen è infatti ancora in prestito dall’Aston Villa, ma i giallorossi hanno già messo a budget i 25 milioni da spendere per il suo riscatto. L’olandese è tra quelli “rivalutati” da Gasperini, il cui valore è appunto cresciuto sotto la sapiente mano del tecnico giallorosso. Ma anche qui vale un po’ il discorso fatto per Wesley. L’olandese è troppo importante per le ambizioni giallorosse e comunque ha un costo del cartellino ancora alto (in più, anche lui sarà al Mondiale). Insomma, sono loro i tre assi con cui inseguire la Champions oggi, ma anche domani.