
RIGORISTA – De Rossi è un giocatore ritrovato, con il ritorno di Spalletti è tornato ai livelli di rendimento di qualche anno fa, anche gli infortuni non lo hanno condizionato come nelle ultime stagioni. Il tecnico toscano si fida di lui, anche se il loro rapporto nel 2009 si era concluso con qualche crepa. In campo la sua presenza si fa sentire, per personalità e senso tattico. Spalletti lo utilizza davanti alla difesa, in qualche rara occasione lo ha impiegato da centrale difensivo, ma sono state situazioni d’emergenza, come contro il Porto, e non è andata bene. E’ comunque un punto fisso di questa Roma, anche se qualche volta l’allenatore lo fa riposare per poterlo gestire. In campo è un suo punto di riferimento. E dopo il secondo errore consecutivo di Dzeko sarà probabilmente il prossimo rigorista, in assenza di Totti e Perotti, che partiranno dalla panchina. Il rapporto tra i due è molto diretto. Spalletti non fa sconti e quando arrivò la comunicazione ufficiale della sua squalifica in Europa gli comunicò nell’albergo di Cagliari, prima di andare allo stadio, che non sarebbe stato capitano, per la prima di tre partite. Il regolamento vale per tutti e il tecnico lo ha applicato anche per quello che è uno dei giocatori con i quali ha un rapporto umano di più lunga durata.
CONTINUITÀ – Nella Roma non ci sono intoccabili e neppure De Rossi lo è, se è vero che quando nella scorsa stagione è tornato Spalletti e il centrocampista non era in forma qualche volta è andato anche in panchina. Con la società ha stabilito un rapporto diretto, i dirigenti hanno apprezzato tanti suoi atteggiamenti, in particolare le attenzioni verso i giovani. Daniele è sempre molto disponibile con i giovani al debutto, è sempre pronto a dare consigli per aiutarli a gestire l’ansia dell’esordio. De Rossi era anche al Tre Fontane insieme ai dirigenti per vedere lo sfortunato incontro contro il Monaco per la Youth League. Poi c’è anche qualche ombra, come le numerose espulsioni, per le quali il centrocampista ha pagato di persona.