«La curva Sud ti rende omaggio. Lode a te, Giorgio Rossi», recita il primo dei tanti striscioni (tra cui si sprecano i “Grazie Giorgio”) che, uno dopo l’altro, fanno la loro comparsa in quel settore dello stadio, ma non solo, che da sempre incarna la parte più passionale della tifoseria giallorossa, e con la quale lui ha davvero avuto un rapporto speciale. «Abbracci, rimproveri, consigli – c’è scritto infatti su un altro. – Ci trattavi tutti come tuoi figli».
Quando ad accompagnarlo sul campo è Franco Baldini, che gli consegna una targa ricordo, e a salutarlo, abbracciandolo, sono Francesco Totti, Daniele De Rossi e Simone Perrotta, che gli consegnano una maglia con il suo nome e quel numero, 55, e le firme dei giocatori. Giorgio saluta, commosso, e applaude anche lui, quel pubblico che ha sempre amato, e del cui amore è stato sempre altrettanto ricambiato. E’ l’ultima giornata in programma all’Olimpico e, anche se in forma molto più contenuta che in altre stagioni, è il momento dei saluti, almeno quelli, visto che parlare di festa – fatta eccezione per Giorgio Rossi – sembra decisamente fuori luogo. I giocatori fanno il loro ingresso, portando per mano – come di consueto – il proprio figlio e, alcuni di loro, il figlio di chi non è in campo. Come Marquinho, che ha con sé il figlio di Juan, o Taddei, che accompagna quello di Simplicio. Ma che non sia aria di feste, lo capisci, ancora una volta, dalla lettura delle formazioni. […]
Un traguardo che Francesco vorrebbe di certo festeggiare in un modo diverso, quando va sul dischetto del rigore dopo pochi minuti, ma fallisce inopinatamente il tiro e, soprattutto, la ribattuta. Ma è il capitano. E a lui si perdona questo e altro. Anche se, da quel momento, lo stadio sembra sempre più estraniarsi dal sostegno che pure sembrava voler dare alla squadra. Meglio quasi concentrarsi su altri temi. Da quello dei diffidati a quello che, in generale, nell’inquadrare il momento della squadra, non nasconde uno spiraglio di fiducia e ottimismo: «Più buia è la notte – dice infatti uno striscione in curva Sud – più vicina è l’alba».[…]
Ed è di nuovo «Forza Magica Roma, oooh, oooh!». Almeno per cinque minuti, fino a quando Lodi sembra zittire tutti. Per un momento. Perché non è così. Anche se “solo la maglia”, il popolo giallorosso continua a tifare. Troppo importante vincere questa partita, se si vuole continuare a sperare in un posto in Europa. E allora, sventolano le bandiere e si fa sentire la voce della curva. Quando Marchese infila la porta, per il vantaggio dei siciliani, non sa più a quale santo votarsi il pubblico giallorosso, Del resto, che non fosse aria di andare in paradiso lo si era capito da tempo. E anche quest’ultima, ed ennesima, occasione, sembra andare sprecata. Aggiungendo rimpianti a rimpianti. Ci vuole ancora una volta il capitano, per rimettere in equilibrio la partita. In equilibrio, ma non ancora in piedi. E’ l’arrembaggio finale. […]
Il Romanista – Mauro Macedonio