Un nome, un colpevole: «Kjaer ha letto male la traiettoria, non ha visto Ibrahimovic». E la Roma ha buttato via la partita. Walter Sabatini non cerca fronzoli per spiegare l’episodio decisivo della sfida. C’è stato un errore individuale, l’ennesimo, di una stagione tremenda per Kjaer. «Era una palla intercettabile – aggiunge – E certi gol non si possono concedere, né dalla Roma né da altre squadre. Con questo però non voglio criminalizzare nessuno, perché Simon aveva fatto una partita perfetta fino a quella palla. Dobbiamo sostenerlo fino in fondo».
LA CORSA – Anche se la fine si avvicina e la Champions League si allontana, Sabatini non cancella l’ipotesi: «Non penso che questa partita ci tagli fuori, non mi pare che il terzo posto possa essere definito un’utopia. La squadra deve immediatamente resettarsi e ripartire. Il nostro dovere morale è fare il massimo ogni settimana». Contro il Milan, su questo piano, torna a casa soddisfatto: «Il piglio con il quale abbiamo affrontato la partita è stato giusto. Semmai siamo stati troppo timidi nel primo tempo. Dopo l’intervallo siamo cresciuti come personalità, ci siamo procurati delle occasioni importanti, abbiamo lavorato molto bene. Purtroppo abbiamo pagato una distrazione nei minuti finali, quando il livello di attenzione deve essere più alto del solito». Se il campionato durasse un tempo, la Roma sarebbe in testa: «E’ un dato in qualche misura confortante. Significa che parzialmente siamo competitivi. Ma qualcosa succede se non riusciamo ad essere continui. Sta a Luis Enrique trovare la soluzione del problema. E sicuramente la troverà».
MAZZOLENI – Come al solito la Roma non accusa l’arbitro, che si chiama come l’amministratrice appena “esonerata”, ma l’immagine del fallo di El Shaarawy su Heinze «Kjaer ha sbagliato sul 2-1 di Ibra. Non possiamo concedere certi gol, ma Simon era stato perfetto…» (…)La chiusura è una protesta contro il destino: «Un pareggio, almeno, avrebbe legittimato le speranze di una piccola rincorsa. Invece ora dobbiamo rialzarci» . Per l’undicesima volta, coppe escluse.
Corriere dello Sport – Roberto Maida