Per chi conosce Roma e i suoi divertimenti perduti, il paragone sembrerà calzante: è come se, improvvisamente, riaprisse i battenti il Luna Park dell’Eur. Per magia. I romani ritroverebbero le montagne russe, il vascello, il labirinto di cristallo, il Rotor, il mitico Tagadà… Chi non è stato almeno una volta al Luneur? Chi non ha provato quel mix di emozioni che solo le giostre sanno regalare? Vertigini, euforia, paura, sobbalzi del cuore. Momenti di felicità trascurabile, certo. Ma irrinunciabili, soprattutto di questi tempi. In una parola, è il gioco. Con la sua essenza: divertirsi. Semplice, no? Come dovrebbe essere il calcio: un gioco che diverte. Lo sa bene Zeman, lo sanno bene i romanisti. Disse una volta il boemo, ad uno che gli muoveva il solito appunto della fragilità difensiva: “I giocatori vogliono divertirsi, e ci si diverte molto di più ad attaccare che a difendere”. Semplice, no?
Che occasione – Anche gli altri attaccanti della Roma dovrebbero cogliere il ritorno di Zeman come un’opportunità: Osvaldo ritroverebbe l’allenatore che lo scovò nella Primavera dell’Atalanta e lo portò a Lecce. Bojan il tecnico ideale per riavvicinarlo ai piaceri del pallone. Lamela un maestro di vita e di calcio: e se El Coco si rivelasse il Totti del 2012? O se si scoprisse un letale centrocampista? Borini con Zeman potrebbe segnare una ventina di gol. Borriello avrebbe voglia di tornare nella capitale. Chissà. Magari ci sarà un po’ di gloria anche per Caprari, Piscitella, Tallo, Pettinari, ecc… L’elenco è lungo, deciderà Zeman, in coscienza, chi lanciare all’attacco. A proposito, Venditti aveva visto lungo: “Perché non cambi mai, il sogno è ancora intatto e tu lo sai…”.
P.s. Giovedì la Roma lancerà la nuova campagna abbonamenti. Scommettiamo che farà il botto?
La Gazzetta dello Sport – Alessandro Catapano