Di scritto non c’è ancora nulla, ma a Roma è già febbre Zeman. Tre giorni ancora, forse anche meno, per conoscere le verità: perché domani il tecnico boemo dovrebbe incontrare i vertici del club giallorosso per portare avanti un discorso già imbastito nei termini principali. C’è tempo fino a mercoledì, quando il tecnico parlerà con il club abruzzese per far conoscere in modo definitivo la propria volontà per il futuro. “L’unica squadra per cui ci lascerebbe è la Roma”, disse qualche giorno fa il ds pescarese Delli Carri. Una suggestione che, a breve, potrebbe non essere più soltanto tale.
LA GENTE LO HA SCELTO – Una scelta di cuore quella di Zeman, che a Roma e alla Roma ha legato i ricordi più belli della sua carriera. Gli stessi che conserverà a Pescara, a prescindere dal finale: il campionato di serie B vinto nonostante l’obiettivo iniziale della squadra non fosse altro che una salvezza tranquilla, cercando di costruire le basi per il futuro puntando sul gioco organizzato. “Vorrei continuare con questi ragazzi – ha detto Zeman dopo l’ultima gara, sabato sera – ma so che non si può perché molti sono in prestito o in comproprietà e quindi non potranno restare tutti a Pescara”. Un altro buon motivo per chiudere Zemanlandia e riaprirla altrove. A Roma, magari, dove ha già dato spettacolo su entrambe le sponde del Tevere. La gente lo aspetta con trepidazione, inondando i social network di messaggi di benvenuto (per i più ottimisti) e di invito a tornare a Trigoria. Si va dal “Baldini prendi il Boemo” a “Mister Zeman torna da noi”, fino a un disperato “Abbiamo bisogno di te per ritrovare l’entusiasmo che ci hanno tolto quest’anno”. Una voglia di riscatto che, come nel 1997, dopo il fallimento di Carlos Bianchi, aveva portato a scegliere Zeman. Chissà che da domani, quando i vertici della Roma parleranno a quattrocchi con il candidato numero uno alla panchina romanista, la storia non torni a ripetersi.
Repubblica.it – Matteo Pinci