Altro che partita (domani sera) contro il Genoa. Nelle radio romane (e romaniste) spopola il complotto. Quello contro il direttore generale Franco Baldini e il consigliere d’amministrazione Mauro Baldissoni, scelti dai nostalgici della vecchia gestione per colpire la nuova.
Una sorta di vendetta trasversale a cui — ipotizza la procura — oltre agli indagati ormai noti avrebbero partecipato altri «esclusi» dalla proprietà
made in Usa. Per stabilire quanti soggetti abbiano condiviso il piano, i magistrati hanno disposto ulteriori verifiche e stanno valutando se interrogare i quattro già accusati di diffamazione: il giornalista (ex Messaggero)
Roberto Renga, il figlio
Francesco e due voci radiofoniche,
Giuseppe Lomonaco e Mario Corsi, «Marione». Il gruppo avrebbe tentato, senza riuscirci, di veicolare a due quotidiani «notizie scottanti» ricevute via sms: «Baldini e Baldissoni sono massoni e fanno la cresta sul calciomercato».
«Roba da fantascienza — si accalora Maurizio Costanzo
— mi sembra tutto abbastanza incredibile». Gli indagati si difendono e minacciano querele. «
Io vado a dormire tranquillo — precisa
Renga —.
Non ho mai pensato di truffare la Roma». La radio
Centro suono sport annuncia che Corsi e Lomonaco si sono
autosospesi, «
non certo per le gravi insinuazioni mosse nei loro confronti», ma «per non «
prestare il fianco agli attacchi mediatici». E scende in campo pure
Luis Enrique: «
È una cosa brutta — osserva —
in Spagna non mi è mai capitata»
truffa