Corriere dello Sport (R.Maida) – Se parlano i fatti è complicato contestarli: la Roma ha ricominciato a correre, a far girare le gambe come una dinamo che produce energia positiva. Si è visto con lo Shakhtar ma si era intuito prima: dopo l’intervallo viene il bello. Dzeko ha risolto la partita, e condotto la squadra ai quarti di Champions, segnando nel secondo tempo. Ed era successo già molte altre volte nell’ultimo mese di partite.
SVOLTA – C ’è stato anche un piccolo passaggio a vuoto, una partita e mezza di black out fra l’intervallo di Kharkiv e l’intero Roma-Milan, che sembrava aver compromesso in maniera irrimediabile la stagione. Ma è bastato un colloquio franco tra Di Francesco e i giocatori per proporre una squadra completamente diversa nella notte meno prevedibile: al San Paolo contro il Napoli lanciato da 10 vittorie consecutive. Lì la Roma ha messo le radici del successo nel primo tempo ma ha aumentato il ritmo nel secondo, con i gol di Dzeko e Perotti che hanno creato una distanza incancellabile anche per Mertens, autore del 2-4 finale.
CONTINUITÀ – Il resto è nell’euforia dell’Olimpico: anche prima della vittoria con lo Shakhtar, la Roma aveva sistemato la pratica Un duro piano di lavoro (articolato in due settimane a dicembre e una a gennaio) ha prima appesantito i muscoli, poi dato brillantezza per la fase decisiva della stagione Torino quando si era rivolta con lo sguardo verso la Curva Sud (scelta strategica, non casuale: se De Rossi può scegliere con la monetina, vuole sempre attaccare da quella parte nel secondo tempo). A Mazzarri ha rifilato addirittura tre gol dopo lo 0-0 tenuto stabile grazie a una delle mostruose serate di Alisson, che aveva fermato prima Iago Falque e poi Acquah. I protagonisti in quel caso sono stati Manolas, De Rossi e Pellegrini.
FATICA – Di Francesco dunque comincia a riscuotere il credito atletico depositato a partire da metà dicembre: osservando il calendario, e immaginando la necessità di acquisire brillantezza nel momento decisivo della stagione, l’allenatore e il suo staff hanno varato un piano di lavoro diviso in due fasi (due settimane a dicembre e una a gennaio, nella settimana successiva alla sosta) che ha appesantito muscoli e articolazioni nel breve periodo ma si sta rivelando vincente a medio termine. La Roma è stata fino troppo ospitale contro Sassuolo, Atalanta e Sampdoria (solo un punto in tre partite) ed è uscita dal panorama-scudetto; adesso però può vivere con la giusta dose di ambizione il suo sogno europeo e la volata per restare agganciata alla Champions attraverso il campionato. Saranno i fatti, sempre loro, a stabilire se la strategia sia stata azzeccata.