
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Tutti in bilico. O quasi. È la situazione in cui si trova la Roma, che dovrà affrontare il rush finale, da stasera a Reggio Emilia fino al 31 maggio, con poche certezze future. Perché arrivare secondi è diverso da arrivare terzi ed ancora di più che arrivare quarti. E se i piani della società cambieranno inevitabilmente a seconda del piazzamento, anche le situazioni individuali, quelle dei singoli giocatori, sono legate all’obiettivo finale. Così, già nella partita di stasera Garcia si potrebbe trovare ad «andare in guerra», come ha detto spesso, con soli tre giocatori sicuri di restare nella prossima stagione: De Sanctis, Florenzi e Totti (tra l’altro, neanche titolari sicuri). Tutti gli altri, chi per un motivo chi per l’altro, questa certezza non ce l’hanno.
VOGLIA E CORAGGIO A conti fatti, c’è la necessità di compattarsi, anche se il futuro non sarà più lo stesso. «Ma la squadra si allena benissimo», chiosa Garcia. Che poi si lascia andare ad una frecciata proprio a uno dei suoi prediletti, Miralem Pjanic, per le dichiarazioni post-Inter: «Penso che Mire volesse dire che dobbiamo essere più efficaci. Mi fa piacere, significa che è tornato. Dopo 4 mesi in cui non ha giocato al 100% a causa dell’infortunio, adesso ha voglia, come dimostrato dopo l’Inter. Questo farà in modo che lui per primo e poi i compagni diano tutto, usando testa, carattere ed orgoglio». Ecco, può essere la ricetta per garantirsi un futuro nella Roma. Per Pjanic, ma anche per tutti gli altri in bilico.