Quando le cose vanno male, c’è sempre chi ci deve mettere la faccia. Stavolta tocca a Francesco Totti, il capitano, quello che deve caricarsi da solo sulle spalle il peso della brutta sconfitta di Cagliari. A fine gara parla solo lui (eccetto Luis Enrique) e un motivo c’è: stemperare la tensione, evitare polemiche, assumersi la responsabilità di una delle serate più tristi di questa stagione romanista. E Francesco non si tira indietro: «La colpa di questa sconfitta è nostra, siamo noi che non seguiamo il mister. Se in campo non facciamo quello che ci dice, diventa tutto in salita. Luis Enrique si è assunto tutte le responsabilità? Mi fa piacere e gli fa onore, ma ripeto: al 90% le colpe sono di noi giocatori». In difesa Luis Enrique, così, trova ancora una volta il suo miglior alleato in quello che all’inizio sembrava dover essere il suo principale nemico. «Ha ragione il mister, tutti abbiamo commesso degli errori, non solo i difensori – continua Totti -. Anzi, siamo noi attaccanti i primi responsabili, ma a volte una giornata storta può capitare». Già, anche perché Luis Enrique ha sottolineato proprio questo, la mancanza di cattiveria sotto porta. «Se non giochi al top, è difficile segnare. Resta il fatto, però, che questa gara si poteva anche pareggiare, ma purtroppo non è andata così. Alla fine questa sconfitta è pesantissima. C’è rabbia, anche se fino alla scoppola con la Juventus dicevano tutti che eravamo bravissimi. Ora Dobbiamo comunque rifletterci su, rivedere gli errori e restare uniti. Solo così potremo ripartire subito».
Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese