C’è pizza e pizza, a quanto pare. Il picchiatore Osvaldo e il provocatore Lamela ne offrono una ai compagni per chiudere l’episodio del weekend scorso, per dar forza al gruppo e per passare un paio di ore in allegria tutti insieme.
Di solito è Totti a organizzare le serate a tema: per l’unità d’intenti, per preparare o festeggiare un derby o per metabolizzare una sconfitta. L’ultima cena prima di quella di ieri, il 13 settembre scorso: il capitano riunì i compagni in un ristorante sulla Tuscolana due giorni dopo la prima sconfitta in campionato, la seconda stagionale, contro il Cagliari all’Olimpico. La tavolata goliardica sortì l’effetto desiderato: dal debutto in questo torneo senza punti al bel pareggio di san Siro, 0 a 0 contro l’Inter. Fu Totti a pagare, come tante altre volte in passato. Stavolta il capitano, però, non si è messo la mano in tasca. Perché il conto è toccato a Osvaldo. «Ci mancherebbe altro», ha avvertito Borriello, entrando nel locale.
Il retroscena è nel botta e risposta. Velenosissimo. Dani alza la voce e accusa il compagno: «Io sono più grande di te e qui non siamo al River. Quando ti parlo mi devi rispondere». La replica di Erik è acida: «Falla finita, chiudi la bocca. Non sei mica Maradona». Lo schiaffone parte immediato, velocissimo, anticipando l’intervento di quei compagni che sono lì vicino. Il gesto costa tantissimo a Osvaldo. Multa salata e sospensione per la gara con la Fiorentina, l’ex club di Dani. Quindi un match che mai avrebbe voluto perdere. Lo decide Luis Enrique e la società fa un comunicato lunedì per annunciare il doppio provvedimento. Ma i compagni riescono almeno a far allenare il centravanti con il gruppo: Lamela, tra i primi a chiedere all’allenatore il perdono di Dani, insiste con l’asturiano per non escludere Osvaldo anche dal lavoro quotidiano. Luis Enrique due giorni fa li mette uno accanto all’altro: in una squadra di cinque giocatori, eccoli scambiarsi il pallone (anche se non avessero voluto sarebbe stato difficile ignorarsi). Ieri pomeriggio, invece, prova il miglior tridente della Roma: Dani con Bojan e Totti. Il trio funziona. Osvaldo si scatena, firmando quattro reti, compreso un cucchiaio, in omaggio all’amico capitano e introduzione della serata a tavola. Ne fa tre anche il piccolo spagnolo (domani esce l’autobiografia) e Lamela si ferma invece a due. Così aumentano le perplessità per la squalifica voluta da Luis Enrique. Firenze è ancora lontana e varrebbe la pena cancellare la punizione, come chiede l’Associazione italiana Roma club che fa un appello per la convocazione di Dani. Ma l’asturiano, per sua ammissione, è testardo.
Il Messaggero – Ugo Trani