
Lastampa.it (P.Brusorio) – Entrare al Bernabeu con niente da perdere non deve essere una bella sensazione. Significa due cose: hai già perso tutto o non hai le carte per provare a vincere.
Real-Roma di stasera sta un po’ in questi confini, il risultato dell’andata (2-0 per le
Merengue) mette il tappo alle velleità della
Roma, al di là delle parole di
Spalletti ribaltare il risultato non ci sembra impresa possibile. Ma la
Roma ha un dovere questa sera: dimostrare che in
Europa ci può stare. Essere eliminati dal
Real non è un’onta, rispetto alla gara d’andata (
Spalletti era arrivato da poco) questa è un’altra squadra, ha cominciato a filare in campionato, sette vittorie di fila sono la prova di una crescita esponenziale (e anche che il rapporto con
Garcia era rovinato ben oltre i punti persi): tutto questo per dire che
il Bernabeu è un test che va ben oltre la qualificazione.
Centrarla sarebbe un miracolo, ma uscire con un buon risultato darebbe il timbro a un processo virtuoso innescato da Spalletti.
Ronaldo fa paura, il miedo escenico inquieta, ma essere squadra significa resistere e non sbracare. Troppi sono i precedenti inquietanti della
Roma con le big d’
Europa, troppe le figuracce da rischiare di farne un’altra ancora.
Questa sera la Roma ha il diritto di provarci e il dovere di fare una bella figura. La mentalità europea passa da simili partite e non per forza dalla qualificazione.
Spalletti lo sa, la sua squadra è ancora in tempo per impararlo.