Al resto penseranno i dirigenti.
Un discorso molto simile fu fatto in passato ad Allegri (col Milan), Spalletti e Conte: nessuno è rimasto più di 6 mesi in panchina. La decisione quindi dovrà prenderla Garcia che potrebbe essere tentato dal Siviglia. Emery, infatti, è a un passo dall’addio. Sullo spagnolo – oltre al Napoli – sembra esserci proprio la Roma tanto che un emissario era a Varsavia il giorno della finale di Euroleague decisa da Bacca, primo obiettivo di Sabatini per l’attacco («La serie A è la sua destinazione più probabile», ha detto ieri l’agente).
Le altre candidature presentano difficoltà: Montella non è in buoni rapporti con i dirigenti, Conte è preso da altra faccende, Mazzarri non convince. Nel frattempo il depotenziamento di Garcia a Trigoria è già iniziato con la scelta del nuovo preparatore Norman che prenderà il posto di Rongoni, uomo fidato di Rudi al quale stavolta non sono stati chiesti pareri.
L’altro pupillo Gervinho è vicino all’addio mentre la trattativa per Ayew è stata congelata così come quella per Handanovic vicino al rinnovo con l’Inter (Sabatini preferisce Konoplyanka e Romero mentre è stato offerto il portiere Roberto dall’Olympiacos).
Anche i senatori della squadra prendono le distanze. «Il bicchiere è mezzo vuoto. Noi giocatori siamo i primi responsabili ma attorno a noi tutta una serie di componenti non ha funzionato. I discorsi su fatturati e bilanci non devono togliere a nessuno l’ambizione di voler vincere», ha dichiarato De Sanctis.
