Le facce dei giocatori a fine partita raccontano tutto. Lo 0-0 stampa sorrisi sui visi dei calciatori del Chievo, che conquistano così l’aritmetica salvezza, mentre alla Roma il punto porta in dote la solita messe di rimpianti perché l’Europa – anche quella minore – corre il rischio di allontanarsi ulteriormente. Vista la classifica già benevola per i veronesi, le motivazioni maggiori dovevano essere dei giallorossi, la cui prestazione invece non giustifica più del giusto pareggio. Nota bene: se dei soli 7 pari conquistati in campionato dai ragazzi di Luis Enrique, questo è appena il secondo per 0-0 (l’altro c’era stato a settembre contro l’Inter), è segno che stavolta – a differenza del solito – in costruzione la Roma ha fatto davvero poco, tant’è che Sorrentino alla fine non deve quasi impegnarsi per portare a casa la sufficienza.
Tallo & Pellissier Nella ripresa l’ingresso di Tallo al posto di Bojan dà peso e vivacità all’attacco giallorosso, che però impegna davvero Sorrentino solo con Heinze da calcio piazzato, mentre nel finale una girata di testa di Perrotta su cross di Totti sfiora l’incrocio dei pali. La Roma, però, prova ad accelerare il ritmo, anche se questo la scopre ulteriormente in difesa. Non a caso Curci deve impegnarsi nel respingere un tiro dai sedici metri di Bradley, mentre nel finale – dopo che Hetemaj sfiora il palo con una gran conclusione dal vertice sinistro dell’area, al minuto 45 la palla gol più ghiotta capita a Pellissier, che dopo essersi liberato all’altezza del dischetto calcia fuori. Per la Roma – che nelle ultime 4 partite ha ottenuto solo 2 punti – sarebbe un tracollo immeritato, anche perché per creare malinconia nell’ambiente giallorosso bastano i cori iniziali e finali dei (pochi) tifosi contro Luis Enrique e la faccia finale dello stesso allenatore quando mormora: “È un punto che non serve a niente”. Proprio vero. Anche se il Chievo non sarebbe d’accordo.
Gazzetta.it – Massimo Cecchini