
Corriere dello Sport (F.Guerrieri) – Chiamatela Zemanlandia. Pescara-Roma, la partita speciale del boemo. Lui che dal 1997 al 1999 ha consacrato Totti e ha alzato l’asticella della squadra. Emozioni giallorosse per il tecnico ma non solo, perché nella rosa del Pescara ci sono cinque giocatori cresciuti a Trigoria: Bovo, Pepe (che a breve diventerà club manager), Crescenzi, Verre, e Caprari.
Cesare Bovo è entrato nelle giovanili della Roma nel 1997 ed è rimasto fino al 2002. Debutto in Coppa Italia grazie a Capello e uno scudetto Allievi vinto con Pepe: tanto lavoro da raccattapalle ma zero presenze tra i grandi per Simone. Era la squadra dello scudetto che lui ha vissuto in secondo piano studiando il modello Totti in allenamento. Porte girevoli a Trigoria: via Pepe, dentro Caprari. Altro giovane talento, anche lui attaccante. L’esordio in prima squadra con Montella che l’aveva allenato nei Giovanissimi: prima il debutto in Champions (contro lo Shakhtar), poi in Serie A (con il Milan). In bacheca un campionato Allievi (e uno Primavera) vinto con Stramaccioni in panchina: «Gli devo molto, fu lui a spostarmi esterno d’attacco». Gianluca pupillo del tecnico romano: «Mi voleva all’Inter ma non se ne fece nulla». Giochi del destino, perché in estate i nerazzurri si sono assicurati il cartellino del giocatore (rimasto in prestito a Pescara) superando la concorrenza della Juve: «Con i bianconeri era tutto fatto, poi sono spariti all’ultimo».Retroscena di mercato, come il mancato arrivo di Verre all’Udinese che ora si mangia le mani. Sorride invece la Sampdoria che lo aspetta, e soprattutto Pradè che lo segue da quando i due erano insieme a Roma. Compagno di Caprari nello scudetto Allievi, Verre ha vinto anche campionato e Coppa Italia Primavera. La Roma nel cuore e nella testa: «Il mio sogno è tornare in giallorosso», cresciuto con il poster di De Rossi e le giocate di Totti. “Ma chi è Verre?!” gridava un tifoso all’Olimpico lamentandosi con Luis Enrique quando l’ha fatto esordire in Europa League contro il Bratislava. Eccolo accontentato: 32 gare in A, perno del centrocampo del Pescara e prossimamente della Samp.
Gara particolare anche per Alessandro Crescenzi, romano e romanista che ha esordito in A con Spalletti: «Ogni volta che ci penso mi vengono i brividi». Emozioni forti, come quando Bruno Conti l’ha portato in giallorosso. E pensare che la prima volta ha rifiutato i giallorossi perché non voleva lasciare i compagni della Lodigiani. Ex centrocampista, è stato Stramaccioni a spostarlo terzino. Già, ancora lui: Andrea lo sperimentatore. Uno che con i giovani ci sa fare. Come Zeman, che lunedì ritroverà la “sua” Roma. Proverà a fare lo scherzetto all’ex squadra, cercando punti in chiave salvezza. Con cinque ex che vivranno la loro partita speciale.