Pruzzo analizza il ko della Roma e indica la strada: servono 3-4 titolari di livello, fiducia a Gasperini e mercato più incisivo.
Roberto Pruzzo è una vera e propria leggenda della Roma. Centotrentotto gol nella Capitale e tre volte capocannoniere della Serie A. Probabilmente Malen avrebbe bisogno di un bomber così al suo fianco per tornare a sognare come un tempo.
L’analisi di Pruzzo
Il ko di Milano è stato pesante. “Sì, soprattutto perché fino al 2-1 la Roma era stata in partita. Poi c’è stato un crollo e c’è da preoccuparsi. Sul secondo gol sbaglia Svilar, ma rimane uno dei migliori in Serie A. Ora per andare in Champions non si può più sbagliare”.Serve una rivoluzione? “La rosa va rinforzata e significa prendere 3/4 calciatori di livello superiore, non delle semplici alternative ma dei titolari. È questo che è mancato negli ultimi anni. Per esempio, nelle ultime stagioni sono arrivati Aouar, Le Fée e El Aynaoui, tutti profili che non hanno inciso. C’è bisogno di giocatori pronti. Cristante dovrebbe essere una buona alternativa. Se deve tirare la carretta dall’inizio della stagione è un limite”.
Anche Mancini e Pellegrini dovrebbero diventare delle alternative? “Serve un difensore sopra la media, un centrocampista che prenda in mano la squadra e due attaccanti più forti. Non so che cosa hanno in mente Pellegrini e la società ma il rendimento non è continuo”.
Malen le piace? “Per fortuna che a gennaio è arrivato. Sta andando bene ma da solo non può reggere il peso dell’attacco, servono tre o quattro cambi. Il futuro è in mano ai giovani ma la realtà è che le big hanno dei titolari che danno garanzie”.
Il 3-3 con la Juve ha cambiato tutto? “Assolutamente no, a meno che il gruppo non sia debole a livello mentale. L’episodio andava gestito meglio, ma le gare seguenti sono state diverse. La Roma era partita bene. Si sono aggiunti una serie di infortuni che hanno complicato le cose, ma mancano le alternative quando c’è bisogno di risolvere le sfide sporche”.
A gennaio serviva qualcosa in più? “Zaragoza e Vaz non bastano ma nel mercato di riparazione è complicato. Forse in estate si doveva fare meglio. Ne servivano tre di un livello superiore”.
Massara merita la conferma? “Certo. I direttori sportivi devono essere collegati con allenatore e società per cercare di trovare le soluzioni migliori. Il confronto, anche forte, col tecnico ci deve essere, ma l’importante è che l’obiettivo comune sia quello di prendere elementi forti”.
E Gasperini? “Deve rimanere. La squadra nelle prime uscite aveva un’identità chiara poi le cose non sono andate nel verso giusto. Si deve ripartire dalla sua voglia di vincere”.
La società continua a rimanere in silenzio. Si aspettava qualcosa in più da Ranieri? “È una persona riservata. Il suo ruolo è complicato e devi essere bravo a capire quando parlare perché ogni mossa potrebbe essere sbagliata. Ma sono sicuro che i Friedkin vogliono fare il salto di qualità”.
Ha sentito Conti? Ci saranno poche bandiere al centenario. “Non l’ho chiamato. Per me è un fratello ma i tempi cambiano. Sono legato al passato e alla storia di questo club ma se ha fatto questa scelta va rispettata”.