La “debolezza” confessata da Vincenzo Montella è il punto di forza su cui la Roma ha costruito la strategia che chiuderà la partita con il Catania. Non è possibile fermare un allenatore innamorato e lo sa perfettamente il presidente Pulvirenti, che ha sollevato una questione di principio (non vuole passare per vassallo agli occhi dei tifosi, che sentono molto la rivalità con la Roma) e anche economica ma ha già chiamato almeno un paio di allenatori per la sostituzione: Marino e Di Carlo.
TRATTATIVE – Le telefonate sull’asse Roma-Catania proseguono. Sia tra Montella e Pulvirenti che tra la Roma e Pulvirenti. Il rapporto è buono e non è stato rovinato da queste schermaglie. Il finale di questa storia è già stato scritto. Occorre soltanto metterlo in scena in maniera delicata e credibile, per non urtare la suscettibilità dei catanesi e non delegittimare il potere d’acquisto romanista. Probabilmente per l’annuncio bisognerà attendere la prossima settimana, quando Baldini sarà tornato dagli Stati Uniti e le due squadre saranno andate in vacanza (…).
L’ACCORDO – Tra Montella e la Roma è invece tutto a posto da quattro giorni. Baldini ha tenuto in stand by per sicurezza i contatti con altri allenatori – Villas Boas in testa – ma non ci saranno sorprese perché la scelta è stata fatta. Il contratto dovrebbe essere di tre anni (o forse due più opzione per il terzo) con uno stipendio leggermente inferiore alle cifre di Luis Enrique, che in una stagione ha guadagnato circa un milione e mezzo netto. Da definire lo staff che lo accompagnerà, considerando che la Roma ha già un allenatore in seconda (Andreazzoli, che resterà), due preparatori dei portieri (Tancredi e Nanni) e due preparatori atletici (Franceschi e Chinnici). Questi però sono davvero dettagli.
Corriere dello Sport – Roberto Maida