Rispetto a Festa, Cappioli e Moriero, Astori, Nanggolan e Ibarbo hanno storie diverse da raccontare. Il belga (premiato ieri dall’Ucr come migliore calciatore del 2014), oltre al cuore, ha lasciato ricordi splendidi nell’isola. A tal punto che nel congedarsi, un anno fa, affidò i suoi pensieri ad una lettera, dove si definiva ‘sardo d’adozione’: «E’ difficile lasciare la propria isola. Un grazie particolare alla gente che mi ha sempre sostenuto e mi hanno fatto diventare il primo tifoso di questa squadra. Mi mancherete, così come spero che anche io mancherò un po’ a voi. Cagliari, ti voglio bene». Anche per Astori l’addio è stato sofferto. Prima del controverso testa a testa tra Tare e Sabatini che ha visto prevalere al fotofinish il ds giallorosso, il difensore ha dimostrato il suo attaccamento al club rossoblù, accettando di rinnovare (benché avesse il contratto in scadenza dopo 10 mesi) permettendo così alla società sarda di far lievitare nuovamente la valutazione che altrimenti sarebbe stata certamente inferiore rispetto a quanto la Roma lo ha pagato. Il trasferimento di Ibarbo invece è stato vissuto come un tradimento. Soprattutto perché il colombiano, fuori da dicembre per un problema al polpaccio e per una tendinopatia al ginocchio destro (curata con i fattori della crescita), appena arrivato a Roma, pur non in condizione, si è messo a disposizione di Garcia e ha giocato contro la Fiorentina. Al netto dell’infortunio e delle polemiche, è un atteggiamento che alla tifoseria cagliaritana non è piaciuto. Sui social forum sono stati diversi i messaggi risentiti contro l’attaccante che ora, purtroppo, ha ben altro a cui pensare.
Il Messaggero – S. Carina
