
Fuori dai giochi anche i due attivisti Francesco Sanvitto ed Emanuele Montini. Sull’ultimo c’è il veto dei parlamentari. Si rafforza, allora, l’ipotesi di un interim a tempo. Una soluzione che la sindaca avrebbe evitato volentieri, ma che al momento pare essere la più rapida per evitare nuovi faccia a faccia con Berdini. Per stabilire l’identità del successore dell’ ingegnere, invece, si attendono notizie da Milano. Le nomine capitoline vengono ormai decise da Beppe Grillo e Davide Casaleggio, o tutt’al più tra la Camera e il Senato. La procedura si è infatti rovesciata. Prima era Virginia Raggi a scegliere i profili da proporre ai garanti del Movimento. Ora, nel clima di commissariamento che si respira da settimane a Palazzo Senatorio, i nomi vengono calati dall’alto. La riserva dell’inquilina del Campidoglio («Ormai dipende tutto da lei», continua a dire a chi lo sostiene Paolo Berdini) è allora legata alle scelte dei big a 5 Stelle. E, solo in seconda battuta, alla ricerca affidata ai consiglieri. Le più attive restano Alessandra Agnello e Donatella Iorio, rispettivamente presidenti della commissione Lavori pubblici e Urbanistica. Per ora Paola Cannavò, paesaggista e docente dell’università della Calabria, sarebbe l’unica disposta ad accettare l’incarico. Ma per la delega ai Lavori pubblici. E, mentre continua la ricerca al tecnico che dovrebbe prendere in carico, tra i tanti, anche il dossier stadio, domani potrebbe essere sentito Raffaele Marra. L’ex capo del personale e fedelissimo della prima cittadina arrestato per corruzione assieme al costruttore Sergio Scarpellini potrebbe decidersi a parlare, mettendo di nuovo in crisi una giunta già tormentata dallo scossone Berdini.