Un terzino destro, un centrale e probabilmente anche un sinistro. La ristrutturazione della Roma procede a folate, strappi improvvisi, stimolata dalla necessità di consegnare a Zeman una difesa credibile nel più breve tempo possibile. Anche se l’allenatore ieri ha protetto gelosamente il lavoro della società ( «A disposizione ho otto difensori, se poi si può migliorare meglio» ), Sabatini non ripeterà l’errore commesso a gennaio quando preferì non sostituire Burdisso.(…).
IN MEZZO – Tra i centrali, nel frattempo, la Roma ha in pugno il brasiliano Uvini del San Paolo, giovane e comunitario, che giocherà le Olimpiadi a Londra. Potrebbe tesserarlo e tenerlo in casa; oppure prenderlo e girarlo alla Sampdoria, una squadra amica, per consentirgli di provare il campionato italiano. Sarebbe un rinforzo di prospettiva, intrigante, ma non è questo il nome roboante a cui Sabatini faceva riferimento pochi giorni fa in conferenza stampa. Dando per scontato il recupero di Burdisso e l’affidabilità di Castan, la Roma cerca un calciatore di primo piano da mettere in mezzo all’area di rigore, un totem rassicurante per i tifosi e per il portiere. E se non sarà possibile comprare Ogbonna dal Torino, si andrà un’altra volta all’estero. Magari in Germania. Dove rimangono inavvicinabili i due del Borussia Dortmund, Subotic e Hummels, ma dove si può trattare per Benedikt Howedes, classe ‘88, centrale dello Schalke 04 e riserva della nazionale tedesca. Costa parecchio, intorno ai 10 milioni, ma ha il profilo del giocatore giusto per Sabatini e Zeman. (…)
MANCINI – A sinistra, infine, si avverte un vuoto dopo le risposte che il ginocchio di Dodò ha dato ai primi allenamenti. Probabilmente un rinforzo serve anche da quella parte. Zeman crede poco nel rilancio di Josè Angel, per il quale sarà cercata una sistemazione in Spagna, e Marquinho è un centrocampista più che un terzino. Potrebbe essere Aly Cissokho del Lione il «colpo in canna» a cui accennava Sabatini. Lo seguono anche Inter e Napoli ma la Roma ha ancora la possibilità di prenderlo. Basta affrettarsi.
Corriere dello Sport – Roberto Maida