Per la Roma è la quarta sconfitta stagionale, per l’Inter, che aveva vinto solo una delle ultime nove partite ufficiali, è la prima vittoria sui giallorossi dopo quattro anni e settimo posto in classifica, con +2 sul Milan. Gara troppo a lungo bloccata, prima del magnifico finale, nonostante il gran gol di Hernanes al 15’, con suo classico seducente ancheggiamento ai limiti dell’area e sinistro incrociato, da perfetto ambidestro qual è, a punire la tenera resistenza difensiva di Holebas e il tuffo alla propria sinistra di De Sanctis, che sfiora ma non abbastanza. Per il resto Roma in controllo del territorio, ma in modo flebilissimo, senza la furia leggiadra di un tempo e con le ali incapaci di trovare spazio contro un’Inter assai più difensiva del solito, anzi proprio alla ricerca continua del contropiede, facendo leva sul giovane Gnoukouri che è bravo e intelligente, anche se ancora timido, ma si farà. La produzione offensiva romanista sta solo in un palo di Ibarbo da azione un po’ casuale (19’), ma il resto è pochissima roba (e brutti cori razzisti su entrambe le curve). Nella ripresa, dopo due contropiede falliti di Icardi, la sostituzione di Totti accende la Roma e soprattutto Pjanic, che prima assiste Florenzi (destro alto) poi Nainggolan, e il destro incrociato fa la fotografia a Handanovic. Poi, dopo la punizione di Pjanic sventata dal portiere interista, su una parte del campo si accendono le luci, sull’altra è notte nera come la pece. Gioca solo l’Inter, felice e tutta all’attacco, e vince la partita. Anzi, la vince il Mancio.
La Repubblica (A. Sorrentino)
