Il Tar ha deciso: la finale- derby di Coppa Italia si giocherà sempre domenica 26 maggio alle 18. Con un decreto ieri pomeriggio i giudici amministrativi hanno respinto l’istanza cautelare presentata dal Codacons che chiedeva di sospendere Roma-Lazio perché in concomitanza con la prima giornata di voto alle elezioni per il Comune, ma hanno rinviato la decisione in sede collegiale a martedì prossimo. In particolare il presidente della III sezione quater Italo Riggio ha sottolineato come «i provvedimenti impugnati non precludono l’espressione del voto da parte degli elettori i cui seggi elettorali ricadono nelle vicinanze dello stadio, i quali restano liberi di scegliere gli orari più idonei per l’esercizio del loro diritto nelle giornate di domenica e lunedì 26 e 27 maggio».
E mentre le forze dell’ordine continuano a mettere a punto il piano di sicurezza e di sorveglianza, con migliaia di uomini e rinforzi anche da altre città, zone chiuse al traffico e indagini preventive negli ambienti dei personaggi più violenti legati al mondo delle curve dell’Olimpico, per il sindaco Gianni Alemanno, invece, è «meglio così: a questo punto era opportuno non cambiare la data e l’orario del derby ». E il capo dell’Avvocatura del Campidoglio Andrea Magnanelli precisa come lo spostamento della partita «avrebbe comportato ulteriori e maggiori disagi per i tifosi che intendono recarsi allo stadio e per tutti i romani che avrebbero visto ancora modificata l’organizzazione della domenica.
La macchina organizzativa del Comune, del resto, è pronta». Intanto però cominciano i primi disagi: il parroco del San Filippo Neri, per esempio, è stato costretto a spostare l’annuale appuntamento con la processione della statua del santo per le vie di Boccea in programma alla stessa ora del derby. Un evento che si ripete da decenni ma che questa volta rischiava di essere seguito da pochi fedeli. Alla fine don Nunzio l’ha spostata al 2 giugno.
Corriere della Sera – R. Frignani