Capitan Futuro pensa al presente. A questa Roma che gli piace tanto ma che non riesce ancora a tradurre in risultati tutti gli insegnamenti di Luis Enrique e all’appuntamento di sabato sera a Novara, diventato, per «colpa» della fortunosa carambola di Kucka e delle indisturbate capocciate vincenti di Ibrahimovic e Nesta, tutto a un tratto una sorta di primo bivio stagionale. Il rinnovo del contratto, per il momento, può attendere. De Rossi non ci sta pensando: per lui lo sta facendo il procuratore Sergio Berti e per la Roma se ne sta occupando personalmente Franco Baldini.
Mancano solo (anche se proprio pochissimi non sono) gli ultimi dettagli, la firma, il brindisi e l’annuncio. Arriveranno, comunque, presto. C’è chi dice che il grosso dovrebbe essere fatto, addirittura, nei prossimi dieci giorni e chi sostiene entro la fine di novembre, magari per annunciare a tutti il nuovo accordo prima di Natale come fosse un regalo sotto l’albero. De Rossi, però, ci ripenserà al momento opportuno. Ora vuole solamente aiutare la Roma. Anche perché il suo ruolino di marcia da capitano (causa infortunio di Totti), numeri alla mano, non è stato dei più esaltanti: tre punti presi sui dodici disponibili. Zero nel derby, tre acciuffati con tanta fatica al Palermo, zero con il Genoa e zero con il Milan. Novara, quindi, è l’occasione più azzeccata per invertire la tendenza. E De Rossi, dal canto suo, sogna e vuole una notte da capitano in tutti i sensi. Perché, con Totti che potrebbe rientrare subito dopo la sosta, potrebbe essere l’ultima per un bel pezzo, per «aiutare» Luis Enrique e per dimostrare di essere capace di prendersi sulle spalle la squadra in un momento delicatissimo. Ora il bene comune (i tre punti fondamentali), domani quello un pochino più individuale (il contratto). Meglio, per un po’, ribattezzarlo Capitan Presente.
Il Tempo – Matteo De Santis