Meno di un quarto d’ora. Tanto è durato il colloquio tra Luìs Enrique e la squadra. Non c’è stata nessuna resa dei conti, tantomeno una richiesta di «fiducia» da parte del tecnico ai calciatori. È stato piuttosto un confronto franco in cui i giocatori hanno ascoltato in silenzio le obiezioni mosse dall’allenatore, che ha chiesto a tutti maggiore impegno negli allenamenti e maggiore convinzione. Nessuno si è tirato indietro o ha detto di non credere più nel progetto. Per non caricare il confronto di troppi significati, non era presente nessun dirigente, anche perché quello che dovevano dire, Franco Baldini e Walter Sabatini – accompagnati dal consigliere d’amministrazione Mauro Baldissoni – lo avevano detto a pranzo al tecnico spagnolo, ribadendo la piena fiducia da parte della società. Si andrà avanti con Luis Enrique – «mi è simpatico e apprezzo il modo che ha di porsi e di fare comunicazione», il giudizio del presidente della Figc, Giancarlo Abete – senza ripensamenti. Con buona pace di quei tifosi, pochi in verità, che ieri mattina fuori dai cancelli di Trigoria inneggiavano a Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo è stato tirato in ballo anche da Daniele De Rossi, in un’intervista realizzata da Sky prima della disfatta di Firenze (e andata in onda ieri sera), in cui ha paragonato i due tecnici. «Anche Spalletti ha portato qualcosa di nuovo, di bello. Ha fatto giocare questa squadra molto bene. La cosa che mi fa ben sperare è che, con lui, abbiamo iniziato a giocare veramente bene dopo Natale. Questo dimostra ancora di più che a volte c’è bisogno di tempo. Non so dove possiamo arrivare ma bisogna continuare su questa strada, provare a migliorare e a lavorare per raggiungere l’identità che stiamo cercando. Se arrivassimo tra le prime tre, sarebbe un miracolo sportivo».
Corriere della Sera – Gianluca Piacentini