Una cosa non gli impedisce quella vistosa steccatura all’indice della mano destra: di accarezzare con un tocco leggero, quasi timido, gli splendidi capelli lunghi, biondissimi, di Gaia, sua figlia, che si stacca, solo un paio di metri però, dal raggio protettivo dei nonni (…) come tanti alla stazione Termini che in questo caso, cogliendola, ci dà un piccolo piacere personale. E’ stato un viaggio solitario, quello di Daniele, pensieroso, come del resto quello di lunedì mattina, sulla stessa tratta, tragitto inverso. In entrambi i casi una fasciatura bianca a bloccare il dito fratturato, in modo scomposto, a Cesena, nella partita che ha chiuso la deludente stagione della Roma, ultimo atto dell’avventura di Luis Enrique in giallorosso. Il suo gol personale al Manuzzi non ha cambiato le sorti di nessuno, né della squadra, né del tecnico. (…)
LUIS E VINCENZO – Già la Spagna. Ce l’aveva in casa, un pezzo di Spagna, e ci aveva scommesso anche del suo, Daniele. Ma è finita come è finta. Lui rivela: «Baldini mi aveva assicurato che avrebbe provato a convicerlo a restare. Ma evidentemente non ci è riuscito. Decisione inattesa quella dell’allenatore? Certe reticenze nelle ultime sue conferenze stampa avevano lasciato intuire qualcosa. Io penso che tutto deve essere precipitato dopo un paio di batoste che abbiamo rimediato noi sul campo». Su Montella: « Mi era sembrato bravo subito, attento, non uno di passaggio. Quello che ha fatto a Catania dimostra che le sensazioni erano giuste. Sono contento del suo ritorno. Lui per primo peraltro sa quanto è lungo un anno».
Corriere dello Sport – Andrea Santoni