Pagine Romaniste (Alessio Nardo) – “Il progetto prevede tanti giocatori giovani e italiani”. Parole e musica di Leonardo Spinazzola, colui che passerà alla storia per essere stato il primissimo acquisto di Gianluca Petrachi da direttore sportivo della Roma. Non a caso, un calciatore italiano. Questa è la nuova strada, tracciata con l’obiettivo di ricostruire un gruppo più omogeneo, che possa fornire anche risorse preziose alla nazionale di Roberto Mancini. Non è un mistero che, acquisito Spinazzola, le attenzioni della Roma si siano rivolte principalmente a due elementi: Nicolò Barella (operazione molto complessa vista la concorrenza dell’Inter) e Gianluca Mancini.
Il penultimo acquisto di un centrale italiano risale addirittura all’estate del 2008, quando l’allora direttore sportivo Daniele Pradè, nell’ambito di una dettagliata operazione con il Siena, strappò il sì dell’esperto Simone Loria, reduce da ottime annate in provincia. Il suo innesto si rivelò purtroppo un flop sul piano tecnico e caratteriale, anche se (da buon difensore goleador) Loria riuscì a lasciare il segno con 3 reti ufficiali rifilate a Juventus, Inter e Catania. In tre partite peraltro perse dalla Roma. Andando a ritroso, è realmente difficile trovare centrali italiani che si siano imposti in maglia giallorossa in tempi recenti. I titolari più importanti, anche nell’era Sensi, sono quasi sempre nati all’estero: Aldair, Zago, Zebina, Samuel, Dellas, Chivu, Mexes, Juan e Burdisso. Tanto per citare alcuni nomi. C’è chi si è imposto a fatica, vedasi Matteo Ferrari, e chi invece è rimasto totalmente nell’ombra come Marco Andreolli. Chi ha vinto il campionato da comprimario (Mangone) e chi, come il buon Fabio Petruzzi, dopo tanti anni di settore giovanile e prima squadra, ha lasciato la Capitale proprio ad un passo dal sogno tricolore.