Florenzi nuovo Perrotta?
“Siamo diversi lui ha qualcosa in più tecnicamente, è arrivato anche prima rispetto a me al grande calcio, ha grande futuro, mi dispiace che non sia andato al Mondiale”.
Su questa Roma, cosa è successo nei primi due anni di esperienza americana?
“Senza quel 26 maggio non ci sarebbe stata questa Roma attuale, la società ha fatto delle scelte diverse, si sono incastrati dei meccanismi nuovi, magari sull’onda dell’entusiasmo, la Roma non avrebbe preso giocatori come Maicon ad esempio. I primi due anni americani, Luis Enrique Zeman? Erano due allenatori completamente diversi, lo spagnolo aveva una filosofia particolare senza i giocatori adatti, possesso palla ok ma se non hai gente veloce che salta l’uomo, difficile fare bene.”
Zeman, il tuo gol a Siena una liberazione?
“Dopo tanti anni da titolare, è dura accettare di stare in panchina. A Siena non stavo neanche bene, il mister mi ha convocato e al gol è stata un’esplosione incredibile, naturale, nei momenti di difficoltà ho sempre sentito la stima dei tifosi giallorossi”
Come nacque la Roma di Spalletti?
“Fu frutto dell’emergenza, c’erano tutte le punte fuori, tranne Totti e Spalletti mi chiese di giocare dietro il capitano, ma il primo che mi lanciò in quel ruolo fu Ancelotti alla Juve.”
Su Destro e il presunto rifiuto di non andare in Brasile?
“Io conosco Mattia, sono convinto che non sia andata come come leggo, sono convinto che non abbia rifiutato di andare al Mondiale”
Cosa ne pensi della vicenda Benatia?
“Ho incontrato qualche giorno fa Mehdi. La sua volontà è di rimanere nella capitale e continuare a fare bene con la Roma”.
