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Totti: “La 10 a Dybala? A Roma te la devi meritare, lui è un giocatore che può permettersela e mi farebbe piacere”

Totti: “La 10 a Dybala? A Roma te la devi meritare, lui è un giocatore che può permettersela e mi farebbe piacere”

Francesco Totti è tornato a parlare della Roma in un’intervista, attraversando alcuni periodi della sua carriera e parlando anche dell’importanza di vestire la numero 10.

Lo storico capitano giallorosso è stato il protagonista del nuovo episodio di Betsson.sport ‘Totti contro tutti’, nel quale ha confessato alcuni retroscena sulla sua carriera e altri aneddoti legati ai giallorossi.

Totti: “Il calcio a Balotelli? Non lo rifarei, è stato un gesto frutto di un blackout totale”

L’ex capitano giallorosso ha risposto alle varie domande dei presenti tra cui Lino Banfi: “Ma quando tornerò a vedere la dolcezza del tuo cucchiaio?”.

Francesco risponde ridendo: “Non lo vedrai più”.

Il comico scherza: “Non correva buon sangue tra te e un mister senza capelli?”.

Netta la risposta: “Ci sono stati dei diverbi ma remavamo tutti dalla stessa parte”.

Poi si passa all’attualità, Totti risponde sulla possibilità di dare la numero dieci a Paulo Dybala: “Roma non è Torino. Alla Roma ha fatto tre anni e la numero dieci te la devi meritare. Io l’ho presa dopo 7/8 anni. È un giocatore che può permettersela e mi farebbe piacere, ma quando lo prendi significa che sul campo hai fatto qualcosa di importante. Lo ha fatto ma serve continuità per 10/15 anni. Non puoi darla a tutti”.

Totti ha poi parlato del rapporto con De Rossi: “Non c’è mai stato attrito tra noi due, sempre rispetto, amicizia e stima reciproca. Non siamo cresciuti insieme, lui era il ‘Capitan Futuro’ ma anche lui era il capitano sotto tutti punti di vista. Non ci sono mai stati problemi, sono chiacchiere da bar”.

Totti non ha dubbi quando gli viene chiesto se preferisce un genero laziale o la Roma in B: “Genero laziale, anche perché lo avevo (ride, ndr)”

Totti è poi tornato a parlare del famoso calcio a Balotelli: “Oggi non lo rifarei assolutamente. Quel gesto è stato frutto di un blackout totale dovuto a un accumulo di provocazioni e tensioni durato anni”.

Poi sulla Nazionale: “Il grande rammarico è l’Europeo del 2000. Mondiale del 2002? Col Var avrebbero espulso l’arbitro (ride, ndr). L’unica vera cosa da fare in questo momento è tornare a puntare con forza e serietà sui settori giovanili”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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