Gasperini e D’Amico insieme hanno fatto grandi cose all’Atalanta. I due ora vogliono ripetersi alla Roma. C’è tanto da lavorare, tra rinnovi e mercato.
Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Immaginate Gasperini al volante, finestrino abbassato, lo sguardo perso nei pensieri sul calciomercato e Antonello Venditti in sottofondo. La canzone? “Ci vorrebbe un amico”. Oppure un… D’Amico. Battute a parte, la sostanza è chiarissima: la Roma vuole ricostruire una struttura forte, compatta, in totale sintonia con il proprio allenatore. E dopo i cortocircuiti con Massara, mai realmente entrato in connessione con Gasp, i Friedkin hanno deciso di cambiare strada. Una strada che porta dritta a Tony D’Amico, il dirigente scelto per accompagnare la nuova era romanista e per ricreare quella sinergia che a Bergamo aveva trasformato l’Atalanta in un modello europeo.
Non è un caso. Gasperini e D’Amico insieme hanno costruito meraviglie calcistiche e soprattutto patrimoni tecnici ed economici. Hanno pescato talenti, li hanno trasformati in campioni, li hanno valorizzati fino a renderli autentiche miniere d’oro. Ederson, Hojlund, Lookman, Retegui, Hien, De Ketelaere, Kossonou. E andando ancora più indietro, ai tempi del Verona, il diesse aveva scovato Rrahmani, Zaccagni, Amrabat. Una catena di intuizioni, crescita e plusvalenze che oggi la Roma sogna di replicare a Trigoria.Per questo la rescissione firmata ieri da D’Amico con l’Atalanta rappresenta molto più di un semplice addio. È il primo passo verso una nuova avventura. Dopo tre stagioni di successi (l’ultima è stata tormentata, anche per l’assenza di GPG), un’Europa League alzata al cielo, piazzamenti Champions e una gestione sportiva esemplare, il dirigente è pronto a ritrovare proprio Gasperini, l’uomo con cui ha condiviso i momenti più esaltanti della propria carriera. E il richiamo di Roma, in questo momento, è diventato irresistibile. I contatti con Ryan Friedkin e con lo stesso Gasperini sono continui. Il presidente tornerà a Trigoria nelle prossime ore e nel weekend si proverà a chiudere definitivamente il cerchio per arrivare alla fumata bianca e alla firma sul contratto. Tutto però passerà inevitabilmente anche dalla situazione di Massara, ancora operativo sul fronte rinnovi ma destinato alla separazione.
E il cambiamento non riguarderà soltanto la scrivania del direttore sportivo. Insieme a D’Amico è infatti pronto a sbarcare nella Capitale anche Riccardo Del Vescovo, medico dell’Atalanta con un passato già romanista, che prenderà il posto del dottor Petrucci. Un altro tassello di un nuovo corso che profuma sempre di più di Bergamo (e di Gasp), ma con ambizioni tutte romaniste.
L’obiettivo della Roma è chiaro: avere D’Amico operativo già dalla prossima settimana. E il lavoro che lo attende è enorme. Ci sono i rinnovi delicatissimi di Dybala, Pellegrini e Celik, quelli da definire di Mancini e Cristante, senza dimenticare la necessità di sistemare il bilancio con plusvalenze entro il 30 giugno. Un’estate ad altissima tensione, dove serviranno idee, lucidità e velocità. Ma se c’è una cosa che non spaventa D’Amico è proprio il lavoro. Perché il dirigente arriva con un metodo collaudato e con una missione precisa: costruire una Roma forte, sostenibile e competitiva. Una squadra capace di stare in Champions senza fare la comparsa e di diventare, nel giro di due anni, una vera candidata allo scudetto. E allora sì, forse Gasp può smettere di cantare la nostalgia. Perché chi trova D’Amico, trova un tesoro.