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Capolavoro Gasperini

Capolavoro Gasperini

Lo splendido percorso a immagine e somiglianza di Gasperini. Prima la difesa imbattibile, poi i gol di Malen e la rimonta nelle ultime sei giornate.

Il Tempo (L.Pes) –  Cercata, voluta, conquistata. La Champions League è realtà per la Roma e per Gasperini, che è stato tra gli unici a crederci dall’inizio e durante il percorso, spingendosi oltre le richieste del club. Non era tra gli obiettivi richiesti quello di terminare nelle prime quattro, ma l’allenatore di Grugliasco, e con lui la squadra, l’ha fortemente desiderato fino a toccarlo con mano nella notte magica di Verona. Terzo a settantatré punti, bottino che dalle parti della Capitale non si vedeva dal 2018, anno in cui i giallorossi chiusero proprio al terzo posto. In pochi pensavano che la Roma potesse scalzare una tra Inter, Napoli, Juve e Milan, e invece, passo dopo passo, a Trigoria si è costruito un campionato fatto di cadute ma, soprattutto, di un’ambizione presente e trainante sin dall’inizio.

La partenza inaspettata ha permesso a Gasperini di conquistare la vetta dopo dodici giornate tra vittorie sofferte e i primi vagiti di un calcio totale che la sua squadra svilupperà in modo crescente. Poi le fatiche d’inverno tra alcuni scivoloni pesanti e un marzo da dimenticare tra Europa e Serie A. Dalla rimonta subita con la Juve all’eliminazione in coppa col Bologna. Poi il finale da specialisti, firmato proprio dal tecnico piemontese che in questi anni tra aprile e maggio spesso e volentieri è arrivato all’obiettivo. Sei vittorie nelle ultime sette partite, di cui cinque di fila nelle ultime giornate. Ruolino da altissima classifica che ha permesso ai giallorossi di scalare la classifica dal sesto al terzo posto, superando Juve, Como e Milan quando tutto sembrava perduto. La difesa, che comunque è stata battuta soltanto più volte di quella del Como, come arma per i primi mesi del campionato. Svilar paratutto e la capacità di vincere tante partite uno a zero.

Poi è arrivato Malen e la squadra ha preso forma e sembianze del suo allenatore. Più gol e più uomini coinvolti nella fase offensiva. L’olandese è stato l’uomo della svolta dopo mesi difficili alle prese con i continui problemi fisici di Dovbyk, Ferguson, Bailey e Dybala. Quest’ultimo vittima, suo malgrado, di una gestione grottesca dell’infortunio al ginocchio che, oltre al mese abbondante di stop, gliene ha fatti perdere quasi altri due a causa di valutazioni sbagliate. L’argentino ha vissuto la sua stagione più negativa a livello di numeri con la maglia della Roma. Ma Gasperini ha sempre creduto in lui e nel finale si sono rivisti sprazzi di «Joya» pura. Un monito per il futuro per uno dei diamanti più luminosi di un gruppo che proprio l’allenatore ha difeso e condotto per la prima volta nell’Europa dei grandi.

 

 

 

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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