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Oltre alla beffa, lo sbeffeggiamento pubblico. Ma era proprio necessario?

Roma-Cagliari Osvaldo PRDopo la sconfitta nel derby in finale di Coppa Italia, i tifosi della Roma pensavano finalmente di vedere calare il sipario su questa stagione terribile, piena di amarezze e conclusa nel peggior modo possibile, con l’umiliazione di dover assistere alla premiazione degli acerrimi rivali.

Al peggio, però, non c’è mai fine e oggi, due dei responsabili della disfatta di ieri, si sono esibiti in uno spettacolo pubblico che ha fatto imbufalire i tifosi romanisti e festeggiare quelli laziali.
La prima mossa è stata fatta poco prima delle 11 da Aurelio Andreazzoli che, alla premiazione dell’USSI, ha parlato in questo modo di Daniel Osvaldo:
Non è nuovo a questi atteggiamenti a telecamere accese, poi poi nel privato ha comportamenti un po’ piagnucolosi. E’ un problema suo, non mio“.

Basta aspettare poco più un’ora per vedere la risposta piccata dell’italo-argentino che, attraverso Twitter, sfoga la sua rabbia, della quale si era avuto un assaggio al fischio finale del derby con delle urla indirizzate al tecnico giallorosso:
Facevi più bella figura se ammettevi di essere un incapace. Va a festeggiare con quelli della Lazio, va…”.

Via al teatrino mediatico e tanti saluti alla dignità dei tifosi giallorossi, o a quello che ne era rimasto dopo la sconfitta di ieri.
Da analizzare, però, sono le motivazioni che hanno spinto Andreazzoli a rilasciare quelle dichiarazioni e possono essere solo due: che sia l’ultimo (il primo?) ruggito di un leone che sarà costretto a tornare in gabbia, in secondo piano nella scala gerarchica romanista, oppure l’anticipo dell’annuncio di un addio all’attaccante, il top scorer giallorosso per due anni di fila, che, dopo i tanti comportamenti eccessivi, avrebbe superato il limite, sancendo la fine del rapporto con Roma e la Roma?
La risposta si avrà solo durante la prossima sessione di mercato che si aprirà il primo luglio, ma probabilmente l’attaccante partirà, lasciando la maglia che lo ha rilanciato in Italia, ma che ha evidenziato cosa manca a questo potenziale straordinario numero 9, che a 26 anni ancora non ha trovato la sua dimensione ideale e la maturità definitiva. Andreazzoli, invece (a meno di clamorosi ribaltoni che in pochi si augurano), farà parte dello staff tecnico del nuovo allenatore, dopo aver ricoperto tutto sommato bene il ruolo di traghettatore.

La domanda che si pongono tutti i tifosi è: era proprio necessario tutto questo?
Lorenzo Pompili

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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