DIFESA
Uno dei punti solidi del PSG faceva parte della Roma. Parliamo di Marquinhos che è diventato un riferimento per tutta la squadra e non solo da centrale, ma anche da mediano per garantire più copertura alla retroguardia. Strepitosa la sua partita contro il Borussia dove ha annullato uno come Haaland. Al suo fianco altra vecchia conoscenza della Serie A: Thiago Silva. I due formano una coppia di centrali di grande affidabilità, un po’ come Mancini e Smalling che giocano insieme da poco tempo, ma che pare si conoscano da una vita. Il reparto parigino, però, è composto anche da diversi giovani, una politica che ora sta prendendo piede nella testa di Al–Khelaifi. Dalla “cantera” è stato lanciato Kimpembe, praticamente titolare nella nazionale francese, ed ora stanno emergendo anche Kehrer, Soh e Bakker prelevato dall’Ajax che è una garanzia di talento. Questo fattore manca alla Roma che in difesa ha difficoltà nel trovare ricambio generazionale. E’ stato acquistato Cetin, dalla Primavera potrebbero salire presto Calafiori e Bouah, ma il futuro è tutto un’incognita. Anche qui non sono mancate spese perché durante le sessioni di calciomercato sono arrivati Diallo, Bernat e Kurzawa che nel tempo si è un po’ perso. In un campionato che ha ben poco da dire le reti subite sono comunque 24 in 27 partite. Troppe per chi comanda con facilità la Ligue 1. La Roma comunque, nelle sue difficoltà, non è molto distante con 35 gol presi. Per il PSG forse si può fare un discorso di concentrazione perchè in Champions le cose cambiano e di netto. Sono soltanto 4 le reti incassate, due delle quali nell’andata dell’ottavo di finale contro il Borussia.CENTROCAMPO
Qui è dove Verratti comanda il gioco, dove Gueye ha la funzione di incontrista e dove compare anche un’altra vecchia conoscenza della Roma: Leo Paredes. Avendo un attacco clamoroso il centrocampo del PSG è chiamato a fare il “compitino“ quello di portare avanti la palla perché tanto ci pensano i mostri davanti. E così succede visto che nelle statistiche compaiono poco o niente i nomi di questo reparto. C’è giusto Verratti tra gli assistman con 4, nulla a che vedere col nostro Pellegrini che si immola a 8. Anche Draxler, centrocampista molto offensivo, fatica a trovare posto. I gol latitano, anzi, mancano completamente: un timbro per tutti tranne che per il tedesco e per il centrocampista azzurro che ha rimediato addirittura 6 cartellini gialli. Ciò dimostra anche un’evoluzione nel suo gioco, da regista puro a centrocampista completo che difende. Comunque, anche se mancano statistiche pesanti, il PSG ha un giusto assortimento di giocatori: da chi costruisce gioco a chi lo rompe. La Roma è molto simile per questo verso perchè ha giocatori come Cristante, Veretout e Diawara che si dividono i compiti per portare il pallone e per toglierlo agli avversari.
ATTACCO
Se prima abbiamo visto un buon equilibrio, qua arrivano le note dolenti. Tra i due reparti, purtroppo per la Roma, non c’è minimamente paragone. Mbappe, Icardi, Neymar, Sarabia, Di Maria, Cavani e Choupo-Moting. Sono loro gli alfieri di Tuchel messi in rigoroso ordine di gol segnati. Pensare soltanto che l’uruguaiano, uno dei più forti del mondo, ormai fa panchina, fa tremare le gambe. Il PSG ne porta 3 in doppia cifra in Ligue 1 che diventano 5 contando anche le coppe. Tra questi, appunto, non c’è Cavani il cui minutaggio è ridotto all’osso. La Roma, in doppia cifra, ne porta soltanto uno, contando tutte le competizioni, ed è Dzeko a 15. Il secondo “bomber” è Kluivert a 7 seguito da Kolarov e Mkhitaryan a 6. 75 a 51 il computo in campionato, 95 a 65 andando a sommare anche Champions ed Europa League. La differenza qui è marcata per i soldi spesi dallo sceicco. La Roma non può permettersi un parco attaccanti del genere, come non se lo può permettere nemmeno il Manchester City o quasi il Barcellona.
In campionato il PSG domina, ma questo non fa notizia. In Europa, invece, soltanto delusioni il che significa che spendere soldi a destra e a manca non porta per forza a risultati di lusso. Lo dimostra anche la Roma che ha centrato la semifinale di Champions League facendo meglio dei parigini in un colpo solo. I francesi dovranno crescere e ancora molto se vorranno alzare la coppa dalle grandi orecchie perché ogni passo che faranno, d’ora in poi, sarà sempre nuovo.
