Ci risiamo. Dopo l’Atalanta, anche il Palermo ci lascia fuori dallo stadio. Fregandosene della direttiva dell’Osservatorio nazionale sulla manifestazioni sportive, quella che prevede che ogni tesserato possa comprare un biglietto per un non tesserato, la società siciliana permetterà l’ingresso nel settore ospiti ai soli titolari dell’As Roma Club Privilege (15 euro, nelle ricevitorie Lottomatica, fino alle 19 di oggi). Complimenti per l’ingiustizia. Ingiustizia, sì. Perché la raccomandazione del Viminale, che non è mica una costola della Roma, una specie di ufficio distaccato del club, parla chiaro. Chiarissimo. L’allegato tecnico alla determinazione dell’8 febbraio dice: “I possessori di fidelity card (la tessera del tifoso, ndr) possono acquistare per le trasferte un tagliando dello stadio, ove sia attivo ed efficiente il collegamento con “Questura on line” – anche per il settore ospiti – per un proprio conoscente, previa presentazione della fidelity card (che può sostituire il documento d’identità del possessore) e di fotocopia del documento di identità del titolare dell’altro tagliando”.
Probabilmente, a Trigoria sperimenteranno la direttiva anche con il Catania. L’eccezione sarà Roma-Napoli, ma per motivi – questi sì veri – di ordine pubblico. Sarà curioso vedere a fine stagione come si muoverà l’Osservatorio. Perché il colmo è che pure stavolta la Roma è una specie di Gronchi rosa, una rarità mirabile, un’eccezione positiva. La Roma segue i criteri del Viminale. Gli altri no. E’ vero, il Siena ci ha aperto la porta. Ma perché lo ha chiesto la Roma. Certo, questa determinazione è una goccia nell’oceano: le curve sono costrette da anni a uno Stato di polizia. Ma è un primo passo. E’ un qualcosa che si muove nella giusta direzione. La Roma gli sta andando dietro. Solo la Roma, però.
Il Romanista – Daniele Galli