La felicità non è tanto nel profumo dell’erba, assaggiato dopo quattro mesi di lettini e palestre, quanto per lo sguardo al futuro. In questi giorni Nicolas Burdisso ha saputo dal professor Cerulli, che lo aveva operato a novembre, di poter tornare alla piena efficienza agonistica. In altre parole, grazie alla determinazione feroce e a un fisico da corazziere, giocherà a calcio come se il suo ginocchio sinistro non fosse mai stato fracassato dal violento contrasto di Colombia-Argentina. Ieri anzi, nel guardarlo correre per la prima volta in campo con il fisioterapista Silvano Cotti, i medici scherzavano: “La gamba sinistra sta già meglio della destra…” . (…)
ANALISI – E’ possibile pure che la Roma diventi fortissima, con il passare delle settimane: “Qui si stanno facendo le cose seriamente per un futuro importante. Ed è impensabile cambiare una società in un giorno. Ho conosciuto persone intelligenti, che conoscono il loro mestiere”. Però ai tifosi dà fastidio essere lontani dalle prime posizioni, con l’aggravante di due derby persi. Burdisso, che domenica era in tribuna Monte Mario con Gago a sostenere i compagni, non cerca scuse: “Brucia la sconfitta con la Lazio. Brucia però più per il risultato, perché come prestazione la squadra era stata più deludente contro l’Atalanta una settimana prima. Di sicuro è un momento difficile e ne siamo tutti consapevoli. Quando ti impegni tanto in settimana pensando di raggiungere il massimo dei traguardi e poi in partita non riesci a vincere, ti deprimi. Ma siamo una squadra intelligente, che sta imparando dagli errori. Ci mancano tante partite per dimostrare il nostro valore, il campionato non è finito” . E l’Europa League è ancora raggiungibile, anche se al posto di Burdisso (e Juan) giocherà titolare Simon Kjaer: “Ora è il suo momento e se lo merita. E’ un ragazzo serissimo, che lavora per crescere e che ha pagato alcuni errori. Ma tutti sbagliamo. La squadra ha la massima fiducia in Simon. Adesso faccia vedere cosa sa fare, a cominciare dalla partita di Palermo che per noi è importantissima“.
Corriere dello Sport – Roberto Maida