Quarantotto ore. Due giorni. Il tempo di capire quanto è grave la lesione muscolare di Osvaldo. Poi la Roma deciderà se tornare sul mercato. Perché qualora non si trattasse di un infortunio particolarmente grave, il parco attaccanti resterà quello attuale.Salvo che la lesione non costringa la punta a restare fuori eccessivamente a lungo, dunque, si resta così. La ragione? L’alternativa a Osvaldo (ieri si faceva il nome dello juventino Amauri) sarebbe appunto quello: un’alternativa. Un nome di secondo piano. E invece la Roma ragiona ormai in prospettiva, spalanca la finestra per ammirare il futuro, ama i grandi orizzonti. Se si compra, si compra bene. Questa è l’angolazione giusta da cui va vista la campagna acquisti giallorossa. Il discorso non vale solo per Osvaldo. Vale sempre. Questa finestra di mercato invernale sarà sfruttata invece per sfoltire la rosa. Il problema non è economico, o comunque non è esclusivamente economico. Non si tratta di risparmiare sugli ingaggi, quanto di riparare a un errore di valutazione compiuto in estate. La rosa romanista è troppo ampia, Luis Enrique vorrebbe allenare meno giocatori. Perché meno equivale a meglio. E poi permetterebbe di portare in prima squadra qualche elemeno della Primavera, che poi è uno dei punti cardine del Progetto. Si ragiona in prospettiva, spiegano a Trigoria, dove intendono coltivare in casa i Totti del futuro.
Il Romanista – Daniele Galli