
Il Messaggero (S.Carina) – Gira che ti rigira, il mercato della Roma è sempre legato ad una questione di conti. Lo scorso anno il club, nell’ambito delle sanzioni ricevute per il Fair Play finanziario, si è impegnato a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2017-18 e altresì a non superare un deficit aggregato di 30 milioni per gli anni finanziari 2015 e 2016 (esempio: 25+5, 15+15, 10+20…). Avendo chiuso l’esercizio della passata stagione con un rosso di 41,2 milioni (dai quali tuttavia vanno detratte alcune voci, come ad esempio le spese investite nel vivaio, per un totale di 12-13 milioni), vien da sé che per rispettare i parametri imposti dalla Uefa, la Roma (alle prese anche con diversi riscatti da esercitare entro giugno) dovrebbe chiudere i conti in pareggio o leggermente in attivo. Al momento ci sono due calciatori in rosa che garantiscono di farlo: Nainggolan e Pjanic.
IL SOGNO ICARDI – Quello che appare chiaro è che difficilmente a Trigoria potranno abbinare la cessione di due big al mancato rinnovo di Totti. Il reparto da rifare è la difesa. Pressing sullo svincolato Caceres. Lo juventino è il prototipo del difensore richiesto da Spalletti: forte fisicamente, capace di giocare il pallone e di ricoprire più ruoli. Sull’altra fascia, considerando le difficoltà per Digne, fari puntati su Ansaldi (l’alternativa è Masuaku, difficile arrivare a Gaya: costa 20 milioni). In porta la volontà è di affiancare ad Alisson un altro elemento. Piace Zieler dell’Hannover ma intanto sono stati offerti 5 anni di contratto a Rulli della Real Sociedad. Nell’allestimento della rosa bisognerà comunque tener conto anche del numero degli italiani. Spalletti è stato chiaro: con Castan in partenza, vuole un centrale mancino. In quest’ottica Acerbi è in pole. A centrocampo monitorati gli under 21 Rabiot e Zielinski. In avanti il centravanti caratterialmente giusto sarebbe Icardi, il preferito da sempre di Sabatini. E che stuzzica non poco Lucio. Parlarne ora, però, è prematuro.