
Il Messaggero (M.Ferretti) – Quel venerdì, era il 20 settembre di tre anni fa, solo sorrisi, abbracci e baci. Da una parte Francesco Totti, in maniche di camicia; dall’altra James Pallotta, in giacca ma senza cravatta. «Ma c’è l’inchiostro?», scherzò il capitano quando il presidente della Roma gli diede la penna per autografare il nuovo contratto, scadenza 30 giugno 2016. «Il rinnovo di Francesco non è mai stato in discussione, resterà per sempre con noi», il virgolettato del bostoniano; «Ringrazio il presidente per questo sospirato contratto…», la replica vagamente polemica di Totti. Che prima del brindisi e della foto ricordo, nella gremita sala conferenze-stampa del Bernardini aggiunse altre due cosette: «Realizzo il sogno di ogni bambino romano e romanista, cioè giocare a vita con la Roma».
L’8 MAGGIO DI SPALLETTI – Fosse confermato questo, la partita dell’8 maggio contro il Chievo non sarebbe l’ultima del capitano all’Olimpico con la maglia giallorossa. Sotto questo aspetto, la società ha il dovere di fare chiarezza al più presto perché il tifoso della Roma ha il diritto di sapere – prima possibile – se prendere o meno appuntamenti per il pranzo di quella domenica, dato che la gara è in programma alle ore 12,30. A giudicare da quanto accaduto nelle ultime settimane allo stadio ogni volta che Totti è entrato in campo, il richiamo del capitano è (ancora) molto forte. Alla Roma l’hanno capito e trasmesso al presidente. «Contro il Napoli la penultima di Francesco a Roma? Chiedetelo a Pallotta», la domanda/risposta di Luciano Spalletti domenica scorsa. Al presidente della Roma sarebbe interessante fare anche un’altra domanda: «Quella contro il Chievo sarà l’ultima partita della Roma all’Olimpico con Spalletti in panchina?». Mister Jim, oggi, non saprebbe rispondere.