
Il Messaggero (U.Trani) – «Conta solo questa gara». Garcia, mai come oggi, deve pensare al presente più che al domani. Anche perché non può essere certo lui a dire che si gioca il futuro e probabilmente la panchina nelle prossime 3 partite. Sarebbe un segnale di debolezza girato proprio alla Roma che, ormai, ha più di un dubbio sulla gestione tecnica. Il destino del francese si deciderà in appena 9 giorni. Cominciando oggi pomeriggio all’Olimpico granata contro il Torino e chiudendo il trittico domenica 13 dicembre al San Paolo contro il Napoli capolista di Sarri. In mezzo, mercoledì, la sfida casalinga contro il Bate Borisov che vale gli ottavi di Champions.
POCA SCELTA – Il Torino, 21 punti e 3 successi di fila (2 in campionato e 1 in Coppa Italia), è in forma. «Adesso io, però, faccio giocare i migliori, quelli che mi danno più sicurezza». Garcia preferisce andare sul sicuro. Cioè puntare sui titolari, senza guardare ancora allo scontro diretto di mercoledì in Champions. De Sanctis vale Szczesny e Gervinho, appena recuperato, insostituibile. Chi, insomma, è disponibile deve andare in campo, anche perché le assenze sono di primo piano: lo squalificato Maicon, gli infortunati Totti e Salah e il convalescente Strootman. Il campionato, del resto, non aspetta più. Così il francese nega anche l’evidenza pur di non mettere in piazza la fragilità della squadra: «Florenzi e Digne non sono stanchi. Quindi possono continuare a giocare e a far bene». L’unico cambio per gli esterni bassi è Torosidis che ultimamente è stato utilizzato solo in corsa. A gennaio andrà acquistato almeno un terzino: Ruediger, sulla fascia destra, non è stato mai provato (nell’ultima partita con la nazionale tedesca ha giocato in quel ruolo) ed Emerson non ha avuto finora spazio da difensore.