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Viaggio nel passato di Malen: “Un fenomeno già a cinque anni”

Viaggio nel passato di Malen: “Un fenomeno già a cinque anni”

Prima della Roma e dei grandi stadi, Donyell Malen era il bambino prodigio di Wieringen: la storia raccontata da chi lo ha visto crescere.

Ci sono luoghi che il calcio non cancella mai. Per Donyell Malen tutto è cominciato a Wieringen, paesino di cinquemila anime nella provincia dell’Olanda Settentrionale prima di essere accorpato al comune di Hollands Kroon. E se il passato non si dimentica, proprio come ha scritto Donny, allora vale la pena tornare all’inizio del viaggio, quando il futuro attaccante della Roma era soltanto un bambino che faceva impazzire tutti al WV Succes.

Un talento fuori dal comune

Aveva cinque anni. Un’età in cui normalmente si rincorre il pallone senza sapere bene cosa fare, mentre lui lasciava intravedere qualcosa di diverso. “Eppure si capiva già che aveva qualcosa in più rispetto agli altri”, ha raccontato al Corriere dello Sport René de Kort, uno dei suoi primi allenatori. “Lo notavamo perché si metteva a palleggiare a bordocampo aspettando di giocare: 105, 106, 107, 108 palleggi di fila. E andava avanti! Quando ha cominciato a giocare le partite la sua squadra non ha più smesso di vincere. E così ha fatto nelle altre categorie: prendeva palla, cominciava a dribblare tutti i giocatori in campo – alti, bassi, più grossi, non importava – e segnava”.

Il ruolo della famiglia

Un predestinato, insomma, ma dietro quel talento c’era il nonno Joop, figura centrale nella sua crescita umana e calcistica. “Era il suo migliore amico. Lo seguiva in ogni suo passo e giocavano sempre a calcio insieme”. C’è un episodio che ancora oggi nel club raccontano sorridendo. “Un sabato mattina Joop arrivò zoppicante al campo, eravamo tutti preoccupati. ‘Sono tutto dolorante perché con Donyell ci stiamo esercitando sulle rovesciate’, ci disse”.

E poi la nonna, inevitabilmente esasperata dalle sfide casalinghe tra i due. “Spesso giocavano a calcio dentro casa, e chiaramente capitava di vedere bicchieri volare per aria”. Dietro il campione, il bambino. Accanto a lui anche la mamma Mariska, presenza costante in ogni tappa della sua crescita, e persone che hanno segnato profondamente il suo percorso. Come l’indimenticato Sietzo IJzer, simbolo del Succes, scomparso lo scorso marzo a 92 anni.

Wieringen, un legame indissolubile

“Malen occupa ancora un posto speciale all’interno della società”, ha detto il presidente Raymond Leever. “Rappresenta un’ispirazione e la dimostrazione che i sogni possono diventare realtà, anche partendo da un piccolo contesto dilettantistico come il nostro. Inoltre, recentemente ci ha sostenuti con una generosa donazione per realizzare il nuovo progetto di illuminazione LED per i campi. Un gesto che dimostra quanto tenga ancora al luogo in cui ha iniziato il suo percorso calcistico”. Da quel campo a Wieringen, dove oggi c’è persino un terreno intitolato a lui, fino alle luci dell’Olimpico. In mezzo, una corsa velocissima fatta di talento, famiglia e sacrifici.

CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi)

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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