La Gazzetta dello Sport (M. Cecchini) – L’uomo più nominato del dopo partita giallorosso è uscito con la faccia triste e il ciuffo ribelle fuori controllo. È Nicolò Zaniolo e, a testa bassa, ha ripreso la strada di casa con addosso i segni da cavaliere mediale dopo un torneo.
Inutile nasconderlo: l’attaccante è un guerriero. Di quelli che uno vorrebbe sempre al proprio fianco. Non è un caso che con l’Atalanta sia stato protagonista di più duelli rispetto a tutti (23), vincendone la metà. Basta questo? Non proprio, tant’è vero che Zaniolo è il romanista su cui gli avversari hanno fatto più falli (5).
Ma come spesso capita nel calcio, Nicolò la vetrina se la prende per un altro motivo: il rigore che la Roma ha reclamato, senza che Chiffi desse un seguito alla protesta. L’azione era chiaro. Nel forcing del primo tempo dopo lo svantaggio, l’attaccante è entrato in area ed è stato trattenuto da Demiral, ma non è caduto a terra. È sufficiente per non fischiare? È stato l’interrogativo retorico che alla fine Mourinho ha rivolto al direttore di gara senza ricavarne soddisfazione.
La bella prova dell’attaccante, comunque, è arrivata proprio davanti agli occhi di Dan e Ryan Friedkin. I soliti sussulti di mercato dicono che presto – magari proprio in questa sosta – potrebbero cominciare finalmente i colloqui fra il g.m. Tiago Pinto e l’agente del giocatore, Claudio Vigorelli. L’obiettivo della società è quello di rinnovare il contratto fino al 2027, il traguardo del giocatore è quello di andare a guadagnare più o meno come i top player della squadra, almeno 4 milioni a stagione.