
LE PRODEZZE DI CRISANTO – Il portiere giallorosso ha tenuto in partita i suoi dicendo di no a Rover (due volte) quando gli ottimi Ciavattini e Marchizza hanno concesso qualche spazio. Vecchi ha risentito meno delle assenze degli squalificati Carraro e Vanheusden, rispetto a De Rossi, che ha dovuto fare a meno di Bordin e lo ha rimpiazzato con l’avanzamento in mediana del difensore Grossi. Il centrocampo nerazzurro ha avuto lo meglio su quello romanista e le mezzali Rivas e Danso si sono inserite con continuità costringendo Keba ad arretrare spesso e a far passare il 4-3-3 in un più prudente 4-4-2. Rover ha punto, Pinamonti è stato bravo a fare da sponda, ma l’Inter non è mai passata, neppure quando gli avversari hanno dovuto sostituire l’infortunato Spinozzi con il croato Anocic.
GIOIA GIALLOROSSA – Nella seconda frazione la Roma ha avuto più coraggio, ha tenuto il campo con più facilità perché l’Inter ha abusato dei lanci lunghi per Pinamonti e, anche quando i nerazzurri hanno provato il tutto per tutto inserendo Bakayoko al posto di Danso (avanti con il 4-2-4), non hanno più rischiato. Anzi, sono addirittura passati in vantaggio grazie a uno svarione di Gravillon che ha innescato Tumminello, altruista nell’assist per l’1-0 di Soleri. La bella rete dell’1-1 di Pinamonti (al primo centro contro i campioni d’Italia) e la successiva parata di Crisanto su Bakayoko hanno dato pepe al finale dell’incontro, chiuso però in pieno recupero da Tumminello, ancora su errore di Gravillon (male anche Di Gregorio “infilato” sul suo palo). Per l’attaccante che Spalletti ha inserito stabilmente nel giro della prima squadra quarto gol (più un’autorete provocata) nelle ultime 8 sfide con l’Inter. La Roma è così volata in finale, mentre i nerazzurri non potranno difendere il trofeo che avevano conquistato contro la Juventus a San Siro lo scorso anno. I giallorossi hanno battuto gli avversari nelle ultime 5 occasioni (compresa la semifinale scudetto 2015- 16) e sono ormai da considerare l’autentica bestia nera di Vecchi. Il prossimo “incrocio” nel match di ritorno in campionato (11 febbraio) che magari non sarà l’ultimo della serie. Occhio alla finale con in palio il tricolore perché l’Inter sogna una grande rivincita.