
SOLO PAROLE – Ieri, si è alzato solo il grido inquietante dei tassisti, che ha finito per inghiottire tutto, anche un’altra dose giornaliera di voci incontrollate sul caso stadio. Beppe Grillo, per dire, ha rispolverato «l’area a rischio esondazione del Tevere», motivo che osterebbe alla posa di «un milione di metri cubi di cemento». Argomento che andava di moda tre anni fa. In questi mesi la Giunta Raggi, a parole, ha minacciato di tutto: approvare il progetto quasi così com’è; tagliarlo poco o tanto; autorizzare solo lo stadio; bocciarlo in toto. Ma di atti formali ne ha prodotto uno solo: il parere negativo che gli uffici tecnici inviarono in Regione un mesetto fa. A pochi giorni dalla conclusione della Conferenza di servizi, può ancora accadere di tutto, tranne quello che sarebbe stato più logico attendersi a questo punto della storia: non ci sono più i tempi (e manca la volontà) per approvare la variante al piano regolatore. È l’atto che la Regione ha chiesto per chiudere positivamente la Conferenza.
L’ULTIMA – Il Campidoglio fa sapere che nel nuovo confronto politico fissato per oggi porterà una controproposta con delle sforbiciate più sensibili. La accetteranno i proponenti? E ci sarà il tempo di rivotare la pubblica utilità? Resta forte la sensazione che finirà tutto in vacca. A meno di altre proroghe benedette.